Il presidio
Riconsegnata terracotta rubata e ritrovata in Canada
LUCCA
C’è molto di Lucca in quel bassorilievo in terracotta raffigurante Madonna con bambino inventariata e appartenente alla bottega di Andrea della Robbia che 49 anni fa venne trafugato dalla chiesa di San Giovanni Battista a Scansano. Proprio ieri mattina alle 11 si è svolta la cerimonia di riconsegna dell’opera - alla presenza del vescovo di Pitigliana- Sovana-Orbetello, monsignor Giovanni Roncari - da parte dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico di Firenze che con competenza è arrivato a recuperare l’opera riportandola in Italia dal Nord America. Lucca entra in questa storia perché i militari del TPA per ottenere la rogatoria internazionale si sono rivolti alla procura di Lucca. D’altronde dai tempi del procuratore Giuseppe Quattrocchi l’ufficio requirente ha sempre dimostrato grande sensibilità per quanto riguarda le opere d’arte trafugate da chiese e palazzi. E nel 2016 i militari del nucleo dell’Arma avevano lavorato gomito a gomito con il sostituto procuratore Aldo Ingangi nell’ambito dell’operazione denominata «Jackals» che aveva portato al sequestro di una cinquantina di capolavori rubati dal 1993 al 2012 in chiese ed edifici pubblici e privati in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Campania, Calabria e Toscana e in particolare al ritrovamento del «Busto di Cristo» trafugato nel 1944 nella chiesa di Santa Maria della Rosa.
Nel caso del bassorilievo in terracotta - la Madonna di Andrea della Robbia - la procura e il gip Riccardo Nerucci si erano adoperati per chiedere e ottenere una rogatoria in Canada per esportazione illecita della scultura in quanto gli investigatori erano venuti a conoscenza che l’opera era finita nella collezione privata dei figli di un magnate dell’Ontario ed esposta nel Museum of art. Era stata acquistata in buona fede per 340mila dollari da una galleria statunitense. Alla fine, grazie ad una mediazione extragiudiziale tra i figli del magnate, militari del nucleo tutela patrimonio artistico e rappresentanti diplomatici c’era stata la decisione dei possessori di restituirla all’Italia. —
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