Il presidio
Controlli su mascherine e distanziamento
Carabinieri di giorno e di sera nei locali del centro storico per sensibilizzare gli avventori all’uso delle protezioni anti Covid
/ LUCCA
Mascherine, distanziamento e corretta igiene. A fine agosto, di fronte all’aumento di contagi nella nostra provincia, durante una riunione dell’ordine e sicurezza pubblica il Prefetto ha dato indicazioni alle forze dell’ordine (carabinieri, polizia, finanza e vigili urbani) in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. In particolare, ha sottolineato la necessità che le forze dell’ordine e la polizia locale, nell’ambito di un sistema integrato di sicurezza urbana, vigilino affinché le misure anti contagio siano rispettate anche negli esercizi pubblici.
E in questi giorni, soprattutto i carabinieri del centro storico, sono entrati in locali affollati - dopo le 18, ma in alcuni casi anche la mattina - per invitare gli avventori a comportarsi rispettando le indicazioni sanitarie e governative. Semplici accorgimento che consentono la salvaguardia dalla diffusione del virus visto che in questa fase assai delicata è necessario mantenere alto il livello di attenzione per evitare il riacutizzarsi dell’epidemia. Comportamenti consapevoli e responsabili nei luoghi pubblici o aperti al pubblico.
RICORSI E SENTENZE
In questi giorni vediamo i militari dell’Arma più in versione di assistenti sociali che di tutori dell’ordine. Cercano di convincere con le buone maniere e con una pazienza certosina i più riottosi a indossare la mascherina. D’altronde in mancanza di certezza della pena (spesso pure del diritto) non è difficile trovarsi di fronte persone che si ribellano ai consigli e si appellano alle sentenze. Non ultima quella del giudice di pace di Frosinone che, accogliendo il ricorso proposto avverso la contestazione della violazione del divieto di spostarsi in conseguenza dell'emergenza sanitaria, ha motivato la decisione reputando illegittima la dichiarazione dello stato di emergenza «perché emanata in assenza dei presupposti normativi di fonte costituzionale e o ordinaria» e, per altro verso, «ritenendo i DPCM del capo del Governo, emanati in conseguenza della suddetta dichiarazione, in contrasto con la tutela costituzionale della libertà personale». E il caos regna sovrano. —
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