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«Processione annullata, una scelta sofferta pensando ai più deboli»

«Processione annullata, una scelta sofferta pensando ai più deboli»

Il sindaco Tambellini ricostruisce l’origine della storica decisione: «Dobbiamo tenere conto degli aumenti dei contagi»

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Scegliere di non far svolgere la processione di Santa Croce è stato sofferto, ma lo si è fatto per tutelare le persone più fragili. Il sindaco Alessandro Tambellini commenta così la decisione di annullare il tradizionale corteo del 13 settembre, presa insieme all’arcivescovo Paolo Giulietti.

«La decisione è stata molto difficile e sofferta - scrive il primo cittadino su Facebook -. Purtroppo, come tanti amministratori italiani, vivo anch'io giorno per giorno la difficoltà di scelte complesse che siamo costretti ad assumere per tutelare il bene comune, ma soprattutto per proteggere i più deboli. Chi sono i più deboli in questo momento? Sono gli anziani, le persone immunodepresse o con patologie croniche, che non possono e non si debbono ammalare, le persone che comunque sono nelle condizioni di sviluppare forme gravi e aggressive della malattia. Sono i nostri genitori, i nostri nonni. Deboli sono le persone che si sono gravemente ammalate nei mesi passati e ancora oggi portano le conseguenze del Covid-19. Deboli sono anche i tanti che hanno perso il lavoro o che hanno visto irreparabilmente colpita la propria attività; quelli che sono in difficoltà economica, i cittadini e le famiglie che hanno affrontato mesi di chiusura e di paura come non avevamo visto mai».

Il sindaco ricorda che «mancano ancora parecchi mesi al momento in cui potrà partire la necessaria e attesa vaccinazione di massa. Fino ad allora il sindaco ha il dovere di mediare fra prudenza, salvaguardia della salute, ritorno alla normalità, tutela dell'economia e del lavoro dove sono minacciati. Per questo abbiamo fatto molto per animare l'estate lucchese di attività culturali svolte in sicurezza, per offrire a cittadini e visitatori un'estate quasi ordinaria. Per questo abbiamo lavorato assieme all'Arcidiocesi e agli altri soggetti responsabili per cercare di realizzare gli appuntamenti tradizionali al centro del Settembre Lucchese. Non possiamo sottovalutare l'andamento delle condizioni epidemiologiche italiane e una maggiore incertezza si è proiettata anche su un avvenimento come la processione, la cui essenza sta proprio nel concorso del popolo per l'omaggio al Volto Santo. Dopo molto lavoro e molte ipotesi abbiamo rinunciato al corteo».

Resta la Luminara a descrivere «quell'antico percorso di fede e tradizione che lega le nostre due principali chiese cittadine. La luce dei lumini nella notte del 13 settembre rappresenta bene la nostra fede, la certezza che anche questa volta, come tante volte nella storia di Lucca, grazie allo sguardo benevolo del Volto Santo, grazie alle forze grandemente spese, supereremo le difficoltà, tutti assieme e potremo presto tornare a stringerci, senza pensieri, nell'abbraccio fisico e irripetibile della nostra comunità». —



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