Il presidio
Arrestato dalla polizia anche il secondo litigante
l’operazione
Dopo Ouadu Aboufaris anche l’altro tunisino protagonista della violenta lite avvenuta martedì sera alla casa di accoglienza San Francesco è tornato dietro le sbarre. Si tratta di Alì Khaouraoui, 36 anni, che è stato condotto in carcere dagli stessi operatori della volante che avevano subito minacce e comportamenti violenti ed aggressivi ad opera dei due nordafricani sottoposto al regime di detenzione domiciliare. I due uomini si trovavano nella casa di accoglienza San Francesco in regime di affidamento in prova disposto dal tribunale di sorveglianza di Pisa.
Quando martedì sera la volante è intervenuta chiamata per separare i due contendenti, gli agenti hanno faticato non poco a separarli ricevendo insulti, minacce e sputi. Ripristinata a fatica la legalità gli agenti hanno proceduto all’accompagnamento del più esagitato, Ouadu Aboufaris, negli uffici della questura e, dopo le formalità di rito, lo hanno condotto in una struttura diversa per evitare che il litigio proseguisse. La divisione anticrimine della questura si è subito attivata per interessare il competente magistrato di sorveglianza, che alla luce della segnalazione ricevuta, ha aggravato la misura, ripristinando, nei confronti dell’uomo, la restrizione in carcere. E la stessa misura è stata eseguita ieri per l’altro tunisino, Alì Khaouraoui, che torna dietro le sbarre. —
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