Italia
L’arte contro il degrado della città: realtà e fantasia nella mostra di Lorenzetti
“Bellezza e abbandono – progresso o declino” apre oggi i battenti nella chiesa di San Benedetto in Gottella
la mostra
rossella lucchesi
Carcasse di automobili, vecchi motorini e furgoni arrugginiti, abbandonati tra le bellezze della natura. Edifici diroccati e casolari dimenticati dal tempo, invasi dalla vegetazione selvaggia e privi di quel calore umano che ha ceduto il posto alla solitudine. Sono i contenuti della mostra del pittore lucchese Adolfo Lorenzetti che apre i battenti stamani, 3 settembre, alle 10 nella chiesa di San Benedetto in Gottella, in piazza Bernardini, meglio nota come la chiesetta dei Legnaioli.
“Bellezza e abbandono - progresso o declino” è il titolo dell’originale esposizione «ispirato - spiega l’artista - dallo stato di abbandono in cui versa attualmente Lucca, straordinario esempio di bellezza, purtroppo offuscata da una scarsa manutenzione che la rende sgradevole e indecorosa agli sguardi di chi la vive quotidianamente o la visita per la prima volta. Una città apprezzata nel mondo che meriterebbe più rispetto e maggiori attenzioni per i suoi monumenti e palazzi, spazi pubblici e sagrati di chiese monumentali aggrediti da erbacce che certo non sono un bel biglietto da visita per una realtà come Lucca che ambisce a riconoscimenti internazionali».
C’è, dunque, l’amarezza e la delusione dell’autore, nei dipinti sapientemente esposti e collocati sui pannelli lignei che corrono lungo il perimetro della chiesa, costruiti e dipinti di rosso da Lorenzetti che, per la parte tecnica, si è avvalso dell’aiuto del figlio Matteo.
Circa 25 dipinti olio su tela (preparata a mano come nelle antiche botteghe) alcuni dei quali riportati su tavola. Una girandola di colori e suggestioni, tra passato e presente, per mettere in risalto la bellezza della natura e il misterioso fascino dell’abbandono.
Primi piani di una vecchia Bianchina e di una Topolino avvolte da erbacce, moto e Vespe d’epoca sprofondate nella vegetazione e il “pezzo forte” della mostra, un furgone Findus scassato e arrugginito, abilmente ambientato sugli spalti delle Mura, con uno scorcio della città sul fondo, particolare ricorrente in molti dipinti di Adolfo Lorenzetti che nella mostra presenta anche baracche e paesaggi abbandonati della campagna lucchese.
Altra “chicca” l’Allegoria del Vino, superba natura morta con evidenti richiami al nettare di Bacco. Di forte impatto la rappresentazione della Costituzione, con il volume sul quale poggia la pipa del presidente Pertini, vicino a una jeep in uso negli anni della Seconda guerra mondiale. Soggetti e luoghi reali, immortalati dal pittore durante gite ed escursioni sul territorio e riportati su tela insieme a elementi di fantasia inseriti in un contesto di umanizzazione.
Amante del figurativo, Lorenzetti - che vanta una lunga esperienza in campo artistico - si ispira all’arte di Leonardo, Raffaello, Caravaggio, Holbein e Biestardt.
La mostra, a ingresso libero, resterà aperta fino al 20 settembre, ogni giorno con orario 10-13 e 16-19. Ad accogliere i visitatori un maxischermo con un’ampia selezione di opere di Lorenzetti suddivise per decennio, proiettate a ciclo continuo con il sottofondo della colonna sonora del film “C’era una volta in America” di Ennio Morricone. —
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