Il Tirreno

Lucca

Anziani maltrattati nella Rsa Arrestate tre operatrici

David Meccoli
Anziani maltrattati nella Rsa Arrestate tre operatrici

Minacce, insulti, ingiurie, turpiloquio e anche casi di percosse e strattonamenti Le registrazioni nascoste inguaiano una donna di Montecarlo e una di Porcari

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MONTECARLO

Minacce, insulti, ingiurie. Ma anche bestemmie, turpiloqui e, in qualche caso, “episodi di percosse e strattonamenti”. E poi piccoli-grandi “dispetti”, come le porte che si chiudono nelle stanze, l’obbligo di starsene buoni a letto o il cibo e l’acqua tenuti a debita distanza. Per questo tre operatrici della Rsa San Domenico di Pescia sono state arrestate domenica, dopo un’ordinanza di custodia cautelare, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati. E due delle tre operatrici arrestate sono residenti nella Piana di Lucca.

Le indagini, svolte tra luglio e agosto, sono state condotte dai carabinieri e coordinate dalla procura di Pistoia. Erano state le segnalazioni fatte lo scorso giugno da una ex dipendente della Rsa a far partire le indagini sui presunti maltrattamenti nella struttura, che attualmente ospita tra i 20 e i 30 degenti e dove nella fase 1 dell’emergenza coronavirus si sono registrati ben 7 decessi. Dichiarazioni che avevano subito fatto sorgere negli inquirenti il dubbio sulla legittimità del comportamento di talune operatrici. Le tre lavoratrici – di 40, 54 e 63 anni – si trovano ora ai domiciliari (la convalida è attesa per oggi o domani). La donna di 40 anni è di Porcari, la 63enne di Montecarlo, mentre la 54enne vive in provincia di Pistoia. A suffragare le accuse anche le registrazioni fatte con i microfoni ambientali e le immagini riprese dalle telecamere installate dagli investigatori nella Rsa. Sono così stati monitorati una quarantina tra dottori, operatori, infermieri, addetti alla distribuzione pasti e biancheria, dei quali sono stati osservati giorno e notte i comportamenti, specificatamente come si rivolgevano ai degenti.

In questo modo i carabinieri – pur nella difficoltà causata dall’emergenza sanitaria, che al San Domenico si è protratta nel tempo anche a causa di una degente trovata positiva dopo una prima guarigione – hanno raccolto elementi di responsabilità a carico delle operatrici cui sono state applicate le misure cautelari, che gli inquirenti ritengono “inequivocabili”. Le stesse – come esplicitato nell’ordinanza – si sarebbero rese responsabili di numerose condotte vessatorie “per motivi abietti, violando i doveri inerenti la funzione esercitata nella qualità di operatrice socio sanitaria”. Mentre la maggior parte degli operatori avrebbero sempre operato con severità nei confronti degli anziani (qualche volta anche “in modo molto deciso”), ma senza mai sfociare in vessazioni, minacce o comportamenti violenti e sempre utilizzando toni cordiali e gentili, solo le tre indagate si sarebbero rese artefici di reiterati comportamenti illeciti.

«È una cosa allucinante – commenta il sindaco di Pescia Oreste Giurlani – e non mi sarei mai aspettato una simile vicenda nella mia città. Convocherò immediatamente il Cda del San Domenico e chiederò ai capigruppo di convocare un consiglio comunale straordinario: la situazione è grave e lede l’immagine di una storica struttura che negli anni abbiamo invece cercato di potenziare e valorizzare». —

David Meccoli

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