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Caccia: preapertura con caos tra “si farà” e “tutto annullato”
Gli ambientalisti salutavano la sospensione delle due date (la prima oggi) dopo due decreti del Tar, ma in serata la Regione conferma: resta tutto in vigore
LUCCA
Ogni anno è accompagnato da polemiche, ma quest’anno il via della stagione venatoria, nella nostra Regione, è stato caratterizzato da un autentico caos. È quello riferito alle preaperture: due appuntamenti riservati ai cacciatori residenti negli ambiti territoriali di caccia (gli Atc) e da postazione fissa, in programma oggi e domenica 6, e che precedono l’apertura vera e propria della caccia (il 20 settembre).
Un appuntamento rimasto in dubbio sino all’ultimo (e, a dirla tutta, certezze assolute al momento di scrivere l’articolo non ce ne sono ancora). Già lunedì c’era stata un po’ di confusione, dopo una sospensiva del Tar, cui si erano rivolti numerose associazioni ambientaliste per l’annullamento del calendario venatorio regionale. Su un punto il tribunale amministrativo aveva accolto la richiesta dei ricorrenti, ossia sul numero (12 esemplari) di tortore che potevano essere abbattute in ogni giornata di caccia. Quello stop però era già stato risolto dalla Regione con un decreto che riportava quel limite a 5 esemplari. Con quella modifica la preapertura si sarebbe potuta fare?
Tutto risolto dunque? Nemmeno per idea. Ieri, a 24 ore dal via della caccia, nuovo decreto del Tar, che sembrava dar ragione agli ambientalisti, i quali chiedevano una sospensione tout court delle preaperture. Almeno questa l’interpretazione data da molte associazioni, che festeggiavano la decisione, mentre dal mondo venatorio si continuava a ribadire che non risultava niente del genere e che oggi – con quel limite di 5 tortore – i cacciatori avrebbero potuto prendere parte alla riapertura. Fino al tardo pomeriggio si sono inseguiti, spesso inutilmente, i tentativi di fare chiarezza. Di capire se oggi le doppiette potevano sparare o meno.
Da una parte le associazioni ambientaliste che ribadivano come il nuovo decreto del Tar chiudesse ogni storia, dall’altra i rappresentanti del mondo venatorio che sostenevano l’esatto contrario, e che nessun provvedimento fosse stato notificato all’Atc 5 di Firenze (ambito territoriale di riferimento in questa vicenda) o all’avvocatura della Regione Toscana.
Insomma, prima no, poi sì, poi di nuovo no, poi ancora sì. E, alla fine, un enorme “forse”. A sciogliere (ma un prudenziale forse ce lo lasciamo lo stesso) una nota rilasciata dalla Regione Toscana alle 20,30 di ieri, per ribadire che la preapertura di oggi restava in vigore.
Un caos insomma, per una pratica che interessa solo una parte relativa di cacciatori, visto che la maggior parte aspetta l’apertura vera e propria del 20 settembre. Cacciatori che, almeno nell’Atc Lucca, sono in crescita negli ultimi anni, passati dai 6.700 del 2018, ai 7.030 attuali. —
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