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I buoi sugli spalti e il molino Giurlani

I buoi sugli spalti e il molino Giurlani

L’immagine di domani ritrae una zona della primissima periferia che oggi ha completamente cambiato aspetto

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Fra tutte le 16 foto che Il Tirreno sta regalando ai suoi lettori per l’iniziativa Lucca com’era, quella che sarà in edicola domani, mercoledì 2 settembre, è forse una delle più significative per far capire i cambiamenti subiti dalla nostra città. Se la prendete in mano e la osservate, senza leggere la didascalia, è difficile che possiate dire con certezza quale zona sia raffigura: edifici industriali, buoi al pascolo, prati. Troppo poco per capire dove siamo. La risposta è, per certi, versi, sconcertante. L’area raffigurata nella fotografia che Ettore Cortopassi scattò dalle Mura fra il 1925 e il 1930 è quella dove oggi si trova il tratto finale di viale Carlo del Prete, prima di arrivare in piazzale Martiri della Libertà. Un panorama completamente diverso rispetto a quello attuale. Da una parte, infatti, ci sono i buoi che arano il terreno degli spalti, ai tempi utilizzati a scopo agricolo. Non c’è, invece, la Circonvallazione. O meglio sarebbe dire non c’è ancora. Perché si intravede, in realtà, una striscia più bianca che è proprio il primo germe di quello che sarebbe poi diventato viale Del Prete.

Ma la differenza senz’altro più evidente è rappresentata dal complesso degli edifici sullo sfondo. Si tratta dei molini Adolfo Giurlani, una delle tante attività molitorie che per decenni hanno rappresentato una grande ricchezza per la città. E non deve stupire che un’industria si trovasse a due passi dal centro: sono decine i casi di opifici anche all’interno delle Mura (per esempio, la cartiera Pasquini in via Buiamonti).

Il molino Giurlani occupava tutto lo spazio fino all’attuale piazzale Martiri della Libertà. La sua è stata una storia piuttosto travagliata. Intorno al 1935 venne semidistrutto da un incendio. Poi fu seriamente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale e ricostruito una volta finito il conflitto. Anzi, venne realizzato anche un nuovo edificio, secondo canoni più moderni.

Poi, negli anni Sessanta, buona parte del complesso fu demolita anche per consentire la realizzazione del palazzo che è ancora sede dell’Inps.

In realtà, l’edificio a due piani che nella foto si vede lungo la “circonvallazione” è ancora in piedi, pur pesantemente modificato: è quello, per dare un riferimento, dove si trova il negozio di autoricambi Rossi.

La pubblicazione delle immagini d’epoca, gentilmente concesse dall’Archivio fotografico lucchese, andrà avanti fino a venerdì 4 settembre. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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