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Rabbia a Montefegatesi per l’acqua al cloro «Gaia doveva avvisarci»

emanuela ambrogi
Rabbia a Montefegatesi per l’acqua al cloro «Gaia doveva avvisarci»

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bagni di lucca

Verificare il buon funzionamento di un servizio come la fornitura di acqua spetta al gestore e non certo agli utenti. Che peraltro hanno tempestivamente segnalato il problema dell’eccesso di cloro al numero verde di Gaia. E semmai rilevano che doveva essere l’azienda Gaia a informare subito la popolazione del guasto, altro che aspettare le segnalazioni di chi aveva problemi intestinali. Sono arrabbiati i residenti di Montefegatesi: non solo per il fatto che secondo loro la società Gaia non si è assunta responsabilità del disservizio, ma anche perché il gestore prova a rigirare la frittata e a dare la colpa ai cittadini. E la questione non sembra proprio finire qui. A Montefegatesi c’è già chi, essendosi sentito male per l’acqua troppo clorata o aver rilevato problemi negli animali domestici a cui era stata data, sta riempiendo i moduli per fare la richiesta di risarcimento danni. Hanno anche mandato una e-mail al sindaco perché, come primo responsabile della salute pubblica, tuteli i cittadini colpiti. «Abbiamo fatto un errore – dicono a Montefegatesi - la ventina di persone che si sono sentite male (nausea, diarrea e vomito) non si sono fatte refertare. Ma le testimonianze sono tante e univoche. Stiamo valutando il da farsi». Essere accusati di non aver segnalato tempestivamente la situazione ha fatto imbufalire gli utenti. «Oltre al danno, la beffa. È inaccettabile», dicono. E sul profilo ufficiale del paese sul web, scrivono: «Gaia come sempre non si assume la responsabilità (sarebbe carino anche da parte della dirigenza o per chi scrive queste cose presentarsi in paese e parlare con le persone. Così, giusto per prendersi le responsabilità su quello che viene detto) e anzi la rigira ai paesani. Se continua così, verrà fuori che la colpa è della gente che beve credendo che l'acqua non causi problemi». I residenti di Montefegatesi smentiscono poi Gaia sulla asserita mancata rapidità nella segnalazione. «Oltre che il dipendente di Gaia (che tra l'altro dopo nemmeno due ore aveva già mandato su uomini a risolvere il problema), abbiamo chiamato anche il numero verde: le registrazioni e nominativi lo dimostrano». La ricostruzione dei paesani è precisa e piccata. Insospettiti anche dalla morte di un pesce rosso in vasca, lunedì mattina parlando tra loro hanno capito che la fonte dei malori poteva essere l’acqua che aveva un forte odore di cloro. «Secondo Gaia la grossa perdita (finita la tanica di cloro in due giorni) non ha causato nessun danno all’acqua - dicono - ma abbiamo capito che c’era qualcosa che non andava perché stavamo male. Come fa Gaia a dire che l’acqua era potabile? Qui si parla di salute pubblica, di persone e animali che sono stati male. Facciamo un richiamo anche al sindaco, a cui abbiamo mandato una mail informativa: ci aspettiamo che prenda posizione e ci tuteli». Ora, affermano gli utenti della frazione montana, l'acqua «ha un sapore decente. Per la quarta volta in quattro giorni ci sono nuovamente i dipendenti che stanno lavorando o svuotando il bottaccio». —



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