Il Tirreno

Lucca

il caso 

Disturbi intestinali e pesci morti in vasca, acqua sotto accusa

emanuela ambrogi
Disturbi intestinali e pesci morti in vasca, acqua sotto accusa

Protesta degli abitanti di Montefegatesi che da giorni sentono un forte odore di cloro: «Siamo pronti a fare richiesta danni»

2 MINUTI DI LETTURA





BAGNI DI LUCCA. C’è chi ha accusato disturbi gastro-intestinali. Sintomi che sono stati riscontrati anche negli animali: gatti e cani con vomito e diarrea. E poi quell’acqua, che sprigiona un forte odore di cloro. C’è preoccupazione tra gli abitanti di Montefegatesi che da qualche giorno hanno il sospetto che a provocare loro questi malesseri sia proprio un eccesso di cloro nell’acqua. Una donna afferma addirittura che i suoi due pesci rossi siano morti dopo il cambio dell’acqua nella vaschetta.

Alcuni residenti lunedì hanno seguito le verifiche dei tecnici della società Gaia, che gestisce l'acquedotto e sostengono che gli operai avrebbero parlato di un problema al modulatore delle gocce del cloro della rete, tra l'altro ristrutturata e potenziata di recente. Quindi è colpa dell’acqua eccessivamente clorata? Gaia ha rimandato a oggi un comunicato ufficiale, mentre la questione è al centro del profilo web ufficiale di Montefegatesi. Nel paese, a quasi mille metri di altezza, si fa rilevare che a sentirsi male sono state persone che usano l'acqua dell'acquedotto anche per bere, mentre non avrebbero avuto problemi quanti utilizzano l’acqua imbottigliata. Tutti parlano poi di un forte odore di cloro che si sente soprattutto quando si fa la doccia e quando la si utilizza per cucinare.

«Tuttora rimane il fortissimo odore di cloro, sopratutto durante la doccia - si legge nel profilo Facebook di Montefegatesi - Gaia al momento non ci ha fornito nessuna spiegazione ufficiale e non ha avvisato, né ha attaccato fogli nel paese consigliando di non bere o fare uso dell'acqua. Gli operai accorsi lunedì mattina ci hanno fatto presente l'accaduto (ovvero la rottura del dosatore del cloro). Sono stati sollecitati da noi a intervenire quanto prima». La popolazione di Montefegatesi chiede quindi che venga fatta chiarezza sull'accaduto in modo ufficiale «e non grazie agli operai o persone erano presenti al momento del loro arrivo, sul perché non siamo stati poi avvertiti dopo che avevano visto la situazione, e perché rimane ancora il forte odore e sapore di cloro. Non era possibile fare degli sversamenti al bottaccio?». Nel frattempo per chi fosse interessato, viste le richieste, nel profilo del paese viene allegato il modulo indicato dal numero verde di Gaia «per fare richiesta di risarcimento per eventuali danni e per i problemi alla salute».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera