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Sanità privata 

Il “no” al contratto nazionale a Lucca interessa 100 lavoratori

Il “no” al contratto nazionale a Lucca interessa 100 lavoratori

Ieri presidio dei sindacati  in piazza Napoleone: «Inaccettabile comportamento delle associazioni datoriali che hanno disertato il tavolo»

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LUCCA

Un presidio in piazza Napoleone di Cgil, Cisl e Uil e lavoratori della sanità privata. Ieri mattina i rappresentanti dei lavoratori del comparto (infermieri, oss, amministrativi) si sono ritrovati in piazza Grande per far sentire la propria voce di protesta rispetto al comportamento tenuto da Aiop (aderente alla Confindustria) e Aris (Associazione Area Cattolica-CEI), le due associazioni datoriali della sanità privata, che dopo un accordo di massima già raggiunto a fine luglio hanno deciso di non procedere alla sottoscrizione definitiva del nuovo contratto nazionale. Questo anche se il Ministero e le Regioni hanno messo a disposizione le risorse economiche per il 50% a copertura degli aumenti contrattuali.

«È un comportamento inaccettabile e irresponsabile perché mette in discussione un sistema consolidato di relazioni sindacali – spiega Pietro Casciani (Uil Fp) – Quell’accordo è scaduto da 14 anni e dopo che c’è già un’intesa raggiunta le due associazioni si sono tirate indietro. Una cosa mai vista nell’ambito delle relazioni sindacali. Dato che la sanità privata vive in gran parte dei soldi che arrivano dal pubblico abbiamo chiesto alle istituzioni di prendere atto del comportamento tenuto dalla nostra controparte e di cominciare a tagliare i budget destinati alle strutture private. La questione è di portata nazionale ma ha i suoi effetti si misurano anche a Lucca. Qui da noi sono un centinaio i lavoratori interessati dal mancato accordo sul contratto: sono infermieri, oss, radiologi e impiegati di Santa Zita, della Barbantini e della rsa Ville di Nozzano. Una nuova giornata di protesta è organizzata per il 31 agosto». —

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