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Santa Maria Forisportam svela tutti i suoi tesori

Rossella Lucchesi
Santa Maria Forisportam svela tutti i suoi tesori

Riaperta dopo dieci anni non ospiterà solo le celebrazioni eucaristiche, ma sarà visitabile anche per vedere le preziose opere d’arte che contiene

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Dopo dieci anni di chiusura, dovuti a problemi di natura strutturale e al riassetto della parrocchia unica del centro storico, la chiesa di Santa Maria Forisportam, meglio nota come Santa Maria Bianca, torna alla fruizione dei cittadini e dei fedeli che già da qualche settimana, ogni domenica possono partecipare alla celebrazione della Santa Messa. «Avrei voluto che ciò coincidesse con la ristrutturazione dell’edificio, magnifico esempio di architettura romanica - spiega don Lucio Malanca - però i tempi si allungavano. Poi è sopraggiunto il Covid che ha dato il colpo di grazia, modificando i progetti, ma accelerando i tempi di riapertura. Grazie all’ampiezza degli spazi che ci consentono di ospitare fino a 178 persone, abbiamo infatti dirottato qua la Messa domenicale delle 10.30 di San Paolino e quella delle 18 di San Pietro Somaldi che, secondo le attuali normative di sicurezza, ne avrebbero potuto contenere circa la metà. Non ci sono stati interventi di restauro, prosegue don Lucio, non c’era tempo, ma abbiamo provveduto a un’accurata opera di pulizia generale che ci ha comunque permesso di riaprire le porte di questo meraviglioso edificio che d’ora innanzi resterà aperto al pubblico anche nei giorni feriali».

Un segno di ripartenza per la Chiesa di Lucca, ma anche l’avvio del progetto “Custoditi per Custodire” che ha lo scopo di riproporre alla fede e alla conoscenza dei lucchesi e dei turisti, tutti gli edifici religiosi che costituiscono il prezioso patrimonio della parrocchia. Sabato 15 agosto, in occasione della solennità dell’Assunzione, sarà l’arcivescovo Paolo Giulietti a celebrare la Messa delle 10.30. Al termine del rito religioso, sarà possibile seguire una visita “accompagnata” e gratuita con personale esperto, alla scoperta delle bellezze storico-architettoniche dell’edificio, lungo un affascinante percorso mariano.

L’iniziativa proseguirà ogni ora, fino alle 17.30 e si ripeterà il giorno successivo. Non è necessario prenotarsi. Basta presentarsi davanti alla chiesa agli orari stabiliti. Francesco Niccoli, consulente per i beni culturali della parrocchia, sarà una delle guide di questo speciale fine settimana nella chiesa di Santa Maria Bianca. A lui è stata affidata la formazione del personale che vi presterà servizio. Si prevede infatti che la riapertura della struttura religiosa richiamerà visitatori locali e da fuori Lucca, ai quali è necessario fornire precise informazioni storiche e artistiche sulla chiesa e sulle preziose opere che ne fanno parte.

«Non vogliamo, però, trasformare l’edificio in un museo - sottolinea Niccoli - perché è e resterà luogo di culto cristiano. Con uno spazio per la preghiera dei fedeli, come quello della navata alla destra dell’altare maggiore, dominata da un meraviglioso tabernacolo realizzato in pregiati marmi e lapislazzuli, proveniente dalla Certosa di Farneta». Ma questo è solo uno dei gioielli della chiesa di Santa Maria, detta Forisportam perché, all’epoca della sua costruzione, si trovava all’esterno della cerchia di Mura romane che correvano lungo via della Rosa. Fiore che ricorre negli arredi e nelle sculture interne ed esterne dell’edificio. Di origini paleocristiane, l’assetto attuale risale al periodo medievale, con evidenti rimaneggiamenti successivi barocchi e rinascimentali. Tante le opere contenute all’interno. Come il sarcofago di marmo risalente al III secolo d.C. con raffigurato il profeta Elìa nella fossa dei leoni, alla destra dell’ingresso. Tra i dipinti lungo le navate spiccano la Santa Lucia e l’Assunzione del Guercino, l’Incoronazione dello Squaglia e la Trinità di Ardenti. Imponente l’altare maggiore in marmo bianco, dominato da una grande statua della Madonna, opera del Civitali, sul cui retro si notano gli scranni di legno per la preghiera dei frati e al fianco il “badalone” girevole dove i religiosi poggiavano i libri di preghiere. Poco distante il monumento funebre fatto erigere nel XIX secolo dalla famiglia Mazzarosa. I bracci della chiesa sono attraversati da una meridiana tracciata sul pavimento in senso obliquo che segna l’ora di Lucca. L’ultima tappa è la sacrestia, dove troviamo una tavola trecentesca del Puccinelli ma, se ci spingiamo nell’ambiente attiguo, si palesano una serie di sete e damaschi lucchesi del ‘700 rinvenuti in un sottotetto e in parte recuperati, utilizzati durante le cerimonie religiose che potrebbero trovare spazio all’interno della chiesa. —

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