«Tra parcheggi e ampliamenti Il nostro no al Piano operativo»
montecarlo
Assenza di parcheggi, previsioni di sviluppo eccessive per le aree produttive e mancata possibilità di ampliamento per molti edifici: queste in sintesi le ragioni che hanno portato il gruppo di opposizione “Amiamo Montecarlo” a votare no all’adozione del Piano Operativo comunale.
«In primo luogo – si legge nella nota del gruppo – il benessere dei cittadini del centro storico non è stato tutelato, in quanto non è stata inserita alcuna indicazione sulla necessità di previsione di un parcheggio adeguato alle eventuali trasformazioni in strutture ricettive di edifici del centro storico. La questione era già stata sollevata nel 2016 con un’osservazione alla variante generale del Piano strutturale dell’allora consigliere di minoranza Pierguido Pini; in consiglio gli era stato risposto che quelle indicazioni sarebbero state inserite nel Piano operativo. In particolare è stata sottolineata la necessità di indicazioni strategiche chiare sui parcheggi privati, obbligatori per la trasformazione dei fabbricati in attività turistico ricettive, prevedendo un numero di posti auto congruo al numero di camere previste e ai dipendenti della struttura stessa. Queste indicazioni, risultano ancora mancanti».
«È invece essenziale secondo noi, in una situazione già precaria ed estremamente difficoltosa per i residenti del centro storico sui posti auto disponibili, che queste indicazioni siano inserite e rese normative stringenti», sottolinea Simona Alfani, capogruppo di Amiamo Montecarlo.
«In secondo luogo –aggiunge il consigliere Francesco Capocchi – secondo le indicazioni regionali e nel rispetto delle indicazioni fornite dall’amministrazione nel mandato di incarico della stesura del piano, la tutela del territorio doveva necessariamente passare attraverso il favorire il recupero e la ristrutturazione di edifici già esistenti, senza andare ad aumentare eccessivamente le nuove aree cementificate. Da quanto emerge dall’attuale Poc rimane a nostro avviso discutibile la selezione di alcuni edifici esistenti sul territorio, per i quali sono ormai andate perdute le caratteristiche storico-architettoniche (tipo b) per i quali si annullano le possibilità di ampliamento. Mentre numerose nuove aree sono state identificate. Sebbene le nuove aree edificabili siano inserite nelle aree urbanizzate, sarebbe opportuno andare ugualmente a privilegiare il recupero degli edifici già esistenti».
Il consigliere Davide Seghieri interviene invece sull’ampliamento delle aree per la costruzione di edifici artigianali/industriali: «Nello specifico, l’area industriale di San Salvatore è stata particolarmente ampliata senza però tener conto del grosso problema della viabilità già evidenziato da tempo e che si aggraverà con le eventuali future costruzioni». Inoltre, viene evidenziato, l’area industriale a Micheloni viene ampliata, andando addirittura a occupare territorio esterno alla limitazione delle aree urbanizzate indicate nel piano strutturale.
«Sono invece carenti gli standard urbanistici sulle strutture scolastiche – conclude Capocchi – scelta discutibile ma che va a marcare quella già effettuata nella scorsa amministrazione quando con apposita variante si è andati a togliere aree destinate a strutture scolastiche a favore di aree per edilizia residenziale privata». —
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