Il Tirreno

Lucca

scuola: la ripartenza del comprensivo 5 

Pochi gruppi-classe, lezioni all’aperto e pasti in classe

F.S.
Pochi gruppi-classe, lezioni all’aperto e pasti in classe

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Gruppi-classe limitati, un maggiore utilizzo degli spazi all’aperto per la didattica e pasto in classe. L’istituto comprensivo 5 - del quale fanno parte tre scuole dell’infanzia (San Michele di Moriano, San Cassiano e Ponte a Moriano), cinque scuole primarie (Lorenzini - San Pietro a Vico, Piaggia - San Cassiano a Vico, Pascoli - Saltocchio, Nieri - Ponte a Moriano e San Michele di Moriano) e una scuola secondaria di primo grado (Buonarroti - Ponte a Moriano) per un totale di oltre mille fra bambini e ragazzi - si prepara alla ripartenza del 14 settembre. Il dirigente scolastico Marco Orsi, che il 31 luglio andrà in pensione, ha predisposto già buona parte del piano organizzativo. «Siamo partiti abbastanza per tempo - dice - più di un mese fa. Ci siamo occupati della riorganizzazione degli spazi e a parte alcuni piccoli interventi in muratura e nei giardini non abbiamo bisogno di fare modifiche importanti. Certo, dovremmo rinunciare agli spazi mensa e ad alcuni laboratori che utilizzeremo per la didattica ma le palestre ad esempio sono “salve”. Per sistemare i bambini utilizzeremo anche corridoi e atri ma io credo che sia importante ampliare l’outdoor education e quindi utilizzare di più gli spazi all’aperto per fare didattica. Ecco perché una parte dei fondi li investiremo per sistemare i giardini delle due scuole più grandi del comprensivo». Nonostante questa razionalizzazione degli spazi, soprattutto alla primaria, potrebbero esserci comunque delle classi in cui sarà prevista la divisione in gruppi. «Si tratta però di casi limitati - assicura comunque Orsi - nella scuola primaria di San Pietro a Vico. Noi in generale non abbiamo classi pollaio e inoltre abbiamo a disposizione spazi abbastanza grandi. Discorso diverso per la Buonarroti dove rischiamo di perdere una classe: vista la situazione però abbiamo chiesto all’ufficio scolastico territoriale di poterla mantenere in modo da ridurre il numero di studenti nella stessa classe. Poi molto dipenderà anche dai docenti che avremo: io ne ho chiesti una ventina in più». Con l’organico attuale infatti, è difficile che il sistema possa reggersi e funzionare. E le carenze si fanno sentire anche fra i collaboratori scolastici, indispensabili per la gestione degli ingressi e delle uscite e più in generale di tutti gli spostamenti degli studenti. «Anche per questo credo che sia meglio che i bambini mangino in classe - dice - lo spostamento crea già di per sé assembramento. I movimenti ai bambini facciamoglieli fare per andare fuori ma non per raggiungere la mensa...». Qualche variazione sarà necessaria anche nelle classi del “Senza Zaino”. «I punti critici - conclude Orsi - sono l’Agorà, che prevede 15 bambini sistemati in cerchio e che dovremmo fare per forza fuori e poi i “tavoli” dove di solito lavorano insieme cinque bambini che diventeranno invece tre. Per i banchi monoposto sono molto critico, è un limite importante per il Senza Zaino. Ne ho ordinato un piccolo quantitativo ma la nostra organizzazione non prevede i banchi in fila. Noi dobbiamo rispettare le distanze: ampliatele se necessario ma non obbligateci a usare il banco monoposto». —



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