Il Tirreno

Lucca

la replica del sindaco 

«Il compost a Livorno? Il quadro è cambiato rispetto a 10 anni fa»

«Il compost a Livorno? Il quadro è cambiato rispetto a 10 anni fa»

Luca Menesini risponde all’ex assessore Eugenio Baronti  che sosteneva la necessità di un impianto di smaltimento

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CAPANNORI

La risposta, quella richiesta dall’ex assessore all’ambiente Eugenio Baronti, alla fine è arrivata. Per rispondere sulla questione compostaggio il sindaco Luca Menesini si affida ai social. Lo fa per spiegare perché Capannori ha abbandonato loa strade del nuovo impianto, preferendo il trasporto dei rifiuti organici in terra labronica.

«Abbiamo fatto l’accordo con Livorno e rinunciato a ospitare l’impianto sul suolo di Capannori – ha scritto Menesini – perché le condizioni vantaggiose per i capannoresi che esistevano dieci anni fa non sussistono più. Ci sono tanti cambiamenti che sono avvenuti a livello regionale sulla gestione dei rifiuti e che ci hanno fatto cambiare strategia sullo smaltimento dei rifiuti organici. Quando volevamo l’impianto di compostaggio si parlava di un impianto gestito totalmente da Ascit, ovvero dalla nostra azienda di raccolta di rifiuti, perché all’epoca gli ambiti erano ambiti provinciali. Producendo all’epoca come territorio circa 7mila tonnellate annue di rifiuto organico, significava farne venire nel nostro impianto circa 40mila tonnellate da altre zone. Una questione che ovviamente poteva produrre anche dei malumori ma era indiscutibile che, nel suo complesso, l’operazione avrebbe portato ricchezza sul territorio, perché i guadagni sarebbero stati reinvestiti da Ascit su Capannori e per i cittadini del territorio che ospitava l’impianto».

«L’impianto – riprende il sindaco – in quegli anni non è stato realizzato, e nel frattempo a livello regionale il quadro si è modificato profondamente. È infatti nato il gestore unico dell’Ato Costa, ovvero Reti Ambiente, che interessa 4 province: Lucca, Massa, Livorno e Pisa. Una nascita importante, perché se siamo bravi a livello regionale possiamo potenziare le esperienze positive di raccolta differenziata, di rifiuti zero e di economia circolare, tutte esperienze di cui Capannori è portatore sano di saperi. Infatti sulla partita di Reti Ambiente ho giocato la mia parte: insieme ad altri sindaci ho lottato perché Reti Ambiente restasse a gestione pubblica e perché valorizzasse le conoscenze delle aziende che funzionano, come Ascit. E così è stato».

«Il ragionamento per cui far arrivare 40mila tonnellate annue di rifiuto organico da fuori Capannori portava ricchezza è venuto meno – chiude Menesini – a parte il fatto che nel frattempo, avendo potenziato la strategia rifiuti zero, abbiamo ridotto anche la produzione di rifiuto organico annua del nostro territorio, che oggi è di soli 4.500 tonnellate all’anno, il 30% in meno, e che vogliamo continuare a ridurre (basti pensare agli incentivi per il compostaggio domestico, il progetto delle famiglie rifiuti zero e il compostaggio di comunità). Di fronte a questo cambiamento significativo abbiamo ritenuto sensato cedere l’impianto a una realtà come Livorno che con l’impianto di compostaggio va a riqualificare un’area oggi a discarica e che inoltre, avendo 180mila cittadini, produce da sola un quantitativo di rifiuto organico corposo. Un accordo amministrativo quindi che agevola sia Capannori sia Livorno e che porta con sé anche un grande valore politico in Toscana». —

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