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Bene le macchine per cartiera, crolla il settore delle calzature
Il Monitor Distretti della Toscana di Intesa Sanpaolo sul primo trimestre del 2020 cresce anche l’export del cartario ma gli effetti della pandemia preoccupano
lucca
Nel primo trimestre del 2020 le esportazioni del distretto del cartario di Lucca sono cresciute. Lo stesso vale per le esportazioni delle macchine da cartiera. Il tutto in un contesto molto difficile caratterizzato dalle misure di contenimento attuate nell’ultima parte di marzo per contrastare la diffusione del coronavirus. Una tendenza che invece non è confermata nel settore delle calzature di Lucca che ha perso ben il 32%. Sono questi alcuni dei dati che emergono dal Monitor dei Distretti della Toscana realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo che ha preso in analisi i risultati di commercio internazionale del primo trimestre 2020. Complessivamente nel primo trimestre 2020 la Toscana è riuscita a replicare il valore di esportazioni del 2019: nel periodo gennaio-marzo le vendite all’estero anche extra-distrettuali sono state pari a 10 miliardi di euro (+0,3%) e collocano la Toscana come quinta regione italiana per export realizzato, con un risultato migliore della media nazionale (-1,9%). Dei venti distretti monitorati, sette hanno realizzato una crescita o hanno almeno confermato il valore di esportazioni del primo trimestre del 2019. Tra questi appunto ci sono i distretti del cartario, che hanno registrato un +8,4% e la produzione di macchine da cartiera che ha visto ben il 27,6% di esportazioni ma anche l’olio toscano (+ 4,5%), i vini dei colli fiorentini e senesi (+13%), l’abbigliamento di Empoli (+5,6%) mentre sono rimasti stabili la ceramica di Sesto Fiorentino (+2,1%) e le Macchine per l’industria tessile di Prato (+0,5%). Gli altri distretti invece, hanno registrato un calo. Tra i principali mercati di destinazione dei distretti tradizionali, la flessione più marcata si è registrata nelle esportazioni verso la Svizzera (-24,8%): questo dato risulta sicuramente influenzato dal trend registrato nel 2019, anno nel quale le esportazioni verso il mercato elvetico erano più che raddoppiate, e potrebbe risentire quindi anche di un fisiologico rimbalzo rispetto ai livelli eccezionalmente alti dello scorso anno. Penalizzate inoltre le esportazioni verso i mercati asiatici: Cina (-37,2%) e Hong Kong (-36,6%), che sono stati interessati da inizio anno dalla diffusione del contagio e dalle politiche restrittive. Si confermano invece positivi gli andamenti verso la Francia (+7,3%,), grazie alle macchine per cartiera e alla Pelletteria e calzature di Firenze, e gli Stati Uniti (+1,4%) che hanno beneficiato della tenuta del distretto dei Vini dei colli fiorentini e senesi. «L’export distrettuale toscano del primo trimestre dell’anno già mostra i segni degli effetti della crisi pandemica, ma rappresenta anche un riferimento utile per una lettura dei differenti settori dell’economia regionale - dichiara Luca Severini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo. In questa delicata fase economica, la consapevolezza della ricchezza produttiva e di competenze espresse dalle imprese toscane spinge ancora di più Intesa Sanpaolo a sostenere gli imprenditori attraverso liquidità immediata ed interventi finanziari straordinari. Grazie a plafond di credito aggiuntivo e a una task force interna, in Toscana abbiamo erogato da inizio anno circa 12.500 finanziamenti di importo fino a 30.000 euro previsti dal Dl liquidità, oltre a 1.200 operazioni di finanziamento a medio-lungo termine con la garanzia del Fondo Centrale o di Sace. In tutto, dall’inizio dell’emergenza abbiamo erogato alle imprese toscane 16.500 operazioni di finanziamento a breve e medio-lungo termine, per un ammontare complessivo di quasi 1,3 miliardi di euro». —
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