Tambellini deluso: «Piena solidarietà agli indagati»
Il sindaco non teme una sua eventuale chiamata in causa: «Si preoccupa solo chi ha fatto qualcosa di male. Le Mura sono così da 500 anni»
LUCCA
«Le Mura sono così da 500 anni. Sono un monumento che va salvaguardato e non trasformato in una porcheria. È chiaro?!». Il sindaco Alessandro Tambellini lo ripete più volte, mettendo l’accento su quell’intercalare che diventa la spia del suo umore. Un umor nero, tanto per essere chiari. Il primo cittadino non ha preso bene la notizia dell’imputazione coatta che porterà a processo Alessandro Biancalana, Maurizio Tani e Giovanni Marchi, ex vertici di quella che un tempo era l’Opera delle Mura (Marchi è anche dirigente comunale mentre Tani è andato in pensione da poco). L’amicizia e la stima per i tre indagati, più che la preoccupazione per una sua eventuale chiamata in causa, turbano Tambellini. «Mi viene da pensare che non esiste più la responsabilità personale».
Cosa intende dire?
«Se uno va in cima alla torre di Pisa o al pontile di Forte dei Marmi, si getta di sotto e si fa del male ditemi voi di chi è la colpa. Le Mura sono una struttura militare e un monumento: quando vi si sale ci sono dei cartelli che invitano a prestare attenzione e a tenere certi comportamenti. E quei cartelli c’erano anche prima».
Secondo il giudice non erano presenti cartelli indicanti il pericolo di caduta nelle cannoniere.
«I cartelli sulle Mura ci sono ma il giudice prefigura dei profili di responsabilità degli indagati a cui va la mia piena responsabilità».
A proposito di reti e cartelli, a che punto è il progetto di messa in sicurezza a cui sta lavorando il Comune?
«Va avanti. Ne stiamo discutendo con la Soprintendenza. Deve essere studiato bene, non vogliamo certo fare una porcheria. Forse è bene ripeterlo: le Mura sono il monumento simbolo della città. Sono così da 500 anni ed è difficile intervenirvi. Io e la mia amministrazione le abbiamo ereditate e non vogliamo snaturarle. Interverremo nei punti ritenuti critici, come già avevamo pensato di fare prima di questo incidente».
A proposito di porcherie: le reti da cantiere che da mesi si trovano su baluardi e cannoniere sono un pugno in un occhio?
«Concordo ma il posizionamento di quelle reti è il frutto di quanto accaduto a seguito dell’inchiesta della procura».
Il giudice invita il pm a valutare anche sue eventuali responsabilità. È preoccupato?
«Si deve preoccupare solo chi ha fatto qualcosa di male. Io sono qua da otto anni e non ho timori rispetto a ciò che abbiamo fatto. Ci tengo solo a ribadire piena solidarietà alle persone indagate in questa faccenda».
Caduta la fattispecie delle lesioni stradali, la vicenda potrebbe chiudersi con una transazione e la remissione della querela.
«Vedremo come evolve la situazione, ma queste sono cose che vanno discusse in altra sede». —
G.P.
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