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I problemi dei negozi Da Porcari è partita una lettera al Presidente
porcari
Ha lanciato un grido d’aiuto direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La crisi causata dalla pandemia ha lasciato pesanti conseguenze economiche sul commercio locale, e senza un aiuto immediato molti negozi di vicinato rischiano di sparire. Così Antonio Lunardi, titolare del negozio di abbigliamento Bina e rappresentante del Comitato Commercianti Uniti, ha scritto al Capo dello Stato, chiedendogli di farsi «garante delle nostre richieste, visto che finora la politica nazionale non ha saputo dare risposte adeguate».
Il comitato è nato maggio, dopo il lockdown, e conta 2.700 iscritti in tutta Italia. Lunardi è uno dei membri, in rappresentanza dei commercianti toscani, in un paese come Porcari dove è forte la tradizione del commercio di vicinato: «Piccoli negozi, spesso a carattere familiare, ma orgogliosamente convinti di avere costituito l’ossatura economica e sociale di questo Paese, che devono fare i conti con normative che non sono cambiate, nonostante la realtà e le difficoltà derivate dalla pandemia. Da molti anni si fanno assegni postdatati verso i fornitori, ma nei tre mesi del lockdown gli incassi si sono quasi azzerati e gran parte di noi non sono in grado di onorare le scadenze, col rischio di una segnalazione alla centrale rischi interbancaria, che è come una condanna a vita. Siamo un gruppo spontaneo che non aderisce ad alcuna associazione di categoria e politicamente trasversale. Un ringraziamento particolare ad Alberto Baccini (ex sindaco di Porcari e coordinatore di Italia Viva ndr) attento alle nostre problematiche e proposte per cambiare la normativa». —
Nicola Nucci
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