Export, la carta fa la parte del leone: il settore è cresciuto del 6,2% nel primo trimestre 2020
Segnali positivi anche per la meccanica nel periodo pre-Covid. Perdono metallurgia, alimentare e le calzature
LUCCA. Nel primo semestre 2020, in aumento del 2,3% le vendite all’estero di beni e servizi da parte delle imprese della provincia di Lucca per complessivi 874 milioni di euro, più 20 milioni circa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La dinamica lucchese risulta migliore sia di quella toscana, cresciuta del +0,3%, sia di quella nazionale arretrata del -1,9%. I dati risultano dai rilievi Istat sul commercio estero da parte dell’Ufficio Studi, Statistica e Politiche economiche della Camera di Commercio di Lucca presieduta da Giorgio Bartoli.
Le importazioni provinciali (463 milioni di euro) hanno segnato una caduta del -10,1% rispetto ai primi tre mesi del 2019. La dinamica regionale, risulta migliore di quella lucchese, con un calo degli acquisti dall’estero del -4,4% (-5,9 a livello nazionale).
cartario
Si conferma primo settore provinciale per valore esportato con 245 milioni di euro nel trimestre e una crescita del +6,2% rispetto al 2019, grazie al deciso incremento delle vendite di articoli in carta e cartone (+9,4%), legato a politiche di scorta precauzionali per l’emergenza sanitaria, e al lieve aumento della pasta da carta, carta e cartone (+1,2%).
meccanica
Anche la meccanica (204 milioni) fa segnare un rimbalzo, con un +23,3%, recuperando la flessione registrata nei primi tre mesi del 2019 quando aveva ceduto il -14,5%; nel comparto, le vendite di macchine per impieghi speciali hanno segnato un +27,6%. Prosegue la crescita delle esportazioni della fabbricazione di materiale elettrico e meccanica di precisione, che ha esportato beni per 75 milioni (+6,0%).
metallurgia e alimentari
In calo le vendite all’estero dell’industria metallurgica (67 milioni), che ha ceduto il -3,7%, e dell’industria alimentare (quasi 66 milioni) che presenta invece una contrazione del -7,1% per la flessione delle vendite di olio di oliva, semi etc. (-13,7%).
settori in calo di vendite
La flessione risulta particolarmente pesante per l’industria del cuoio e calzature (42 milioni) che perde 15 milioni di export (-26,2%) rispetto al primo trimestre 2019, per la cantieristica nautica (33 milioni) che segna un -26,5% (-11 milioni), legato presumibilmente a sfasature temporali nella contabilizzazione delle vendite di nuovi natanti nel periodo, e dell'industria chimica e farmaceutica (31 milioni) che cede il -25,4% per 10 milioni di vendite all’estero in meno (farmaceutica: -37,7%). In calo tessile e abbigliamento (14 milioni): diminuirtele vendite all’estero del -6,5% nei primi tre mesi dell’anno.
lapideo
In crescita le esportazioni dell’industria lapidea, vetro e pietre estratte (39 milioni; +10,6%) con una crescita del lapideo (+20,1%), e la gomma e plastica (28 milioni) del +27,6% per 6 milioni di euro in più.
aree di destinazione
In calo le vendite verso il continente europeo (-2,2%) con un incremento dell’Area Ue27 post-Brexit (+4,7%) mentre i paesi non Ue27 hanno segnato un calo del -22,9%. In lieve diminuzione anche le vendite verso il continente americano (-0,7%), sostenute dall’area settentrionale (+21,6%) mentre per quella centro-meridionale si è registrato un -59,4%. Cresciute le vendite verso l’Asia (116 milioni; +28,7%), l’Africa (34 milioni; +27,2%) e l’Oceania (+1,2%).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
