Altopascio dice no al 5G Il sindaco D’Ambrosio firma un’ordinanza
ALTOPASCIO
Sperimentazione della tecnologia 5G sul territorio di Altopascio: il sindaco Sara D’Ambrosio dice no. È stata infatti firmata oggi l’ordinanza di sospensione precauzionale della sperimentazione e attivazione della tecnologia 5G sul territorio comunale. Un atto che prende spunto dalla richiesta di autorizzazione di un nuovo impianto, rispetto al quale il Comune, prima di rilasciare qualsiasi tipo di autorizzazione (non solo a questo impianto, ma in generale a chiunque voglia sperimentare il 5G su Altopascio), in linea con quanto già fatto da oltre 500 comuni italiani, vuole approfondire e acquisire maggiori elementi riguardo all’efficacia della tecnologia 5G e la sua non ricaduta sulla salute pubblica.
«Altopascio non rientra nei 120 comuni individuati a livello nazionale per la sperimentazione del 5G, non è un comune con più di 30mila abitanti, non è un capoluogo di provincia - spiega il sindaco D’Ambrosio -. Non si capisce quindi perché debba rientrare tra i comuni che sperimentano il 5G. Con questa ordinanza si sospende immediatamente qualsiasi intervento, in via cautelativa e a tutela della salute dei cittadini, per la sperimentazione o l’attivazione del 5G sull’intero territorio comunale. Diffidiamo inoltre tutte le società di telefonia presenti con i loro impianti su tutto il territorio comunale ad eseguire qualsiasi tipo di attività sui siti che comporti la sostituzione o la modifica di quanto presente e insistente al fine di installare tecnologie 5G. Vogliamo approfondire la portata di queste reti, sulle quali si è innescato, a livello internazionale, europeo e nazionale, un moto di denunce, perplessità e preoccupazioni per i possibili effetti dannosi sulla salute della nuova tecnologia 5G, proveniente non solo da cittadini e associazioni, ma anche dal mondo scientifico». In riferimento alla richiesta di installazione, sulla quale il sindaco ha firmato l’ordinanza, è aperta, fino al 13 luglio, la fase delle osservazioni. «Chiediamo alle varie realtà ambientaliste e associative di farsi sentire in questa fase». —
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