Il Tirreno

Lucca

I FUNERALI NELLA CHIESA DI SALTOCCHIO 

Stamani l’ultimo saluto al dipendente Lucart stroncato da un infarto

Luca Tronchetti

Grazie alla straordinaria generosità di Massimo Del Dotto  che ha donato le cornee, la vita di chi non vede cambierà  

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Luca Tronchetti / LUCCA

Stamani alle 11 la comunità di Ponte a Moriano, ma anche i tanti amici e colleghi di lavoro della Cartiera Lucchese di Porcari, si ritroverà alla chiesa di S. Andrea a Saltocchio per porgere l’ultimo saluto a Massimo Del Dotto, 51 anni, sposato e padre di due figli, dal 1989 dipendente della cartiera Lucart di via Ciarpi a Rughi, morto improvvisamente poco dopo le 9 di giovedì mentre si trovava al computer del magazzino. Ieri mattina all’obitorio dell’ex Campo di Marte si è tenuto l’esame esterno del cadavere eseguito, per conto della procura, dal medico legale Ilaria Marradi. Un accertamento diagnostico effettuato per escludere ogni e qualsiasi ipotesi diversa da quella legata alla causa naturale del decesso. E nell’ispezione esterna infatti sono state escluse dall’anatomopatologo ipotesi che potessero in qualche modo ricondurre ad un infortunio sul lavoro. La morte per gli inquirenti sarebbe riconducibile ad un’ischemia coronarica. Un arresto cardiocircolatorio improvviso e imprevedibile. Ma anche in questo momento di lutto e di dolore la generosità e l’altruismo di Massimo Del Dotto non sono venute meno: l’ex operaio specializzato ha donato le cornee in modo che, dopo il trapianto, la vita di chi non vede cambierà. La tragedia che ha strappato il dipendente Lucart alla sua bella famiglia si è consumata dopo le 9. A quell’ora un collega dell’ufficio era uscito per prendere un caffé e gli aveva chiesto se doveva portarglielo. «No, grazie» le ultime parole pronunciate da Massimo, intento ad inviare le bolle di accompagnamento del materiale in arrivo all’ufficio fornitori della multinazionale della carta. Perché quando il collega è rientrato in stanza ha trovato il compagno di lavoro a terra in stato di coma. La morte è sopraggiunta prima che potessero arrivare i soccorsi.

Massimo Del Dotto era entrato a 21 anni alla Cartiera Lucchese come operaio specializzato e sino a pochi anni fa impiegato nell’officina carrelli per poi essere trasferito in ufficio. Lascia la moglie Paola Martini Urraci, commessa in un negozio della catena di gioiellerie Fabiani all’interno del supermarket Esselunga, una figlia che a breve festeggerà l’undicesimo compleanno e il figlio Riccardo, 18 anni, difensore centrale (e non portiere come erroneamente scritto nell’edizione di ieri e per questo ce ne scusiamo con l’interessato) che ha debuttato in D con il Real Forte Querceta dopo aver percorso l’intera trafila del settore giovanile della Lucchese: dalla scuola calcio alla Junior Lucchese indossando anche la fascia di capitano. Un genitore presente, ma mai invasivo sulle scelte degli allenatori del figlio. Con Riccardo condivideva anche la passione per l’Inter e in questa stagione aveva fatto l’abbonamento per le partite di Champions a Milano.

Alla famiglia Del Dotto vanno le condoglianze della redazione di Lucca de Il Tirreno. —

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