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Fiom: «Preoccupati a fronte dell’annunciato calo di ordini»
Barga
Non si fa attendere la controreplica della Fiom alla risposta di Kme. «Una cosa del comunicato Kme condividiamo pienamente – si legge nell’intervento a firma dei sindacalisti Fiom Massimo Braccini, Mauro Rossi, Angelo Paternò e Alessandra Scoscini – l’intenzione di convocare un incontro in cui chiarire anche la tipologia di relazioni industriali, ma soprattutto per conoscere la situazione aziendale e le sue prospettive. La direzione Kme sembra voler dire che le cose vanno bene, ma noi non ne siamo convinti e continuiamo a essere preoccupati a fronte del calo di ordini che si annuncia per i prossimi mesi. Nel piano industriale presentato al Ministero nel 2016 si prevedeva di raggiungere una produzione di 80mila tonnellate in tre anni, a oggi non si arriva a 50mila. Esistono ancora 30 lavoratori al massimo della riduzione di orario (e di salario) a Fornaci e anche alla Sct a Serravalle Scrivia circa il 40% della forza lavoro è interessata ad ammortizzatori sociali. La pandemia ha sicuramente influito negativamente e, in effetti, riconosciamo che le misure messe in campo dall’azienda sono state all’altezza, ma per ottenerle i lavoratori, all’inizio, hanno dovuto scioperare e comunque non si è voluto condividere il relativo protocollo di sicurezza, come invece è avvenuto nella generalità delle aziende».
«Giovedi 25 – chiude la Fiom – ci sarà a Roma una manifestazione nazionale che porterà in piazza le rappresentanze di 100 vertenze che attendono di essere risolte e che fanno capo ai Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico: una di queste è proprio Kme. Non ci sembra proprio una situazione per cui poter dormire sogni tranquilli. La crisi Kme si trascina ormai da 10 anni ed è difficile, anche con buona volontà, intravvedere chiari segnali di inversione di tendenza. Sembra quasi che tutto si sia fermato in attesa di capire cosa succederà sulla vicenda dell’autorizzazione per la costruzione del pirogassificatore. E questo sarebbe un grave errore. Il piano industriale deve avere una propria sostenibilità a prescindere da questa ipotesi». —
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