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Kme, pericolo crisi «Ordinativi in calo»

Kme, pericolo crisi «Ordinativi in calo»

La Uil area nord Toscana lancia l’allarme: «In particolare preoccupa la situazione del reparto Em Moulds»

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C’è grande preoccupazione da parte della Uilm area nord Toscana per la situazione di Kme Italy ed Em Moulds (azienda italiana con sede legale a Firenze specializzata nel campo delle lingottiere per la colata continua dell'acciaio, collocate nello stabilimento Kme di Fornaci di Barga) per il drastico calo di ordini attuale e quello previsto per i prossimi mesi.

«Eppure - sottolinea la Uil - la ripartenza era avvenuta con un i giusti carichi di lavoro e, soprattutto, in sicurezza per evitare contagi da coronavirus tra i lavoratori, con un protocollo di sicurezza condiviso e concordato con la Rsu di stabilimento. Oggi, invece, si sta registrando una flessione importante del mercato, forse in parte dovuta alla crisi derivata dalla pandemia. Gli ordini non stanno entrando e a pagarne le conseguenze sono i lavoratori con l'aumento dell'utilizzo di giorni di cassa integrazione». La Uil fa poi notare che «ci sono oltre trenta lavoratori al massimo degli ammortizzatori sociali e in questa fase di emergenza l'accordo con i Comuni della Valle per manutenzioni e gestione del verde è stato sospeso per il rischio contagio da coronavirus. Un accordo che garantisce a questi lavoratori 8 giorni di attività lavorativa».

Ma soprattutto in questa fase preoccupa Em Moulds, reparto dove si producono lingottiere per gli altiforni delle acciaierie, che sta accusando le maggiori difficolta dovute alla forte crisi dell'acciaio (-40% di produzione a livello nazionale) e del settore automobilistico (-97% di vendite in Italia in maggio)».

«Ben vengano i nuovi progetti e le strategie di marketing con il Cnr di Pisa per il rame, riconosciuto come prodotto antibatterico per eccellenza, anche se - sottolinea il sindacato - tutti i prodotti pensati per i settori di trasporti, commercio e sanità, sono derivati da tubo e non da un laminato e in previsione di una futura produzione industriale a trarne beneficio sarebbe lo stabilimento di Serravalle Scrivia. Auspichiamo che sia possibile studiare prodotti da immettere sul mercato che derivino da laminati piani prodotti nello stabilimento di Fornaci di Barga. Ma è il presente a preoccupare: auspichiamo che il calo sia passeggero e che presto si possa tornare ad una situazione pre Covid. Il 2020 sembrava fosse iniziato sotto buoni auspici. Chiediamo all'azienda di concordare e stipulare con i Comuni della zona il protocollo di sicurezza che permetta a chi oggi è il più colpito da questa situazione di tornare a lavorare per i giorni previsti dagli accordi sindacali vigenti». —

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