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Catella: «Il progetto Manifattura un esempio a livello nazionale»
L’ad di Coima interviene nel dibattito: «Rimarremo in silenzio fino a quando non saremo invitati»
lucca
Il recupero della Manifattura può essere un progetto di rilievo nazionale. Lo sostiene Manfredi Catella, fondatore e amministratore delegato di Coima, la società milanese che ha presentato la proposta di project financing per il recupero della parte di complesso non compresa nell’ex Piuss.
«Stiamo vivendo - inizia Catella - una crisi sanitaria ed economica che ha evidenziato il lato fragile della globalizzazione, che ne è anche il punto di forza: la connessione. Il prossimo futuro dipenderà da ognuno di noi, dal nostro modello culturale e dalla classe dirigente che dovrà tradurlo in scelte per il Paese. Per la prima volta il mondo occidentale postmoderno sta vivendo una "prolungata scarsità", dopo decenni di prosperità che hanno illuso molte generazioni di una disponibilità illimitata. Come riemergeremo dalla doccia fredda dell’isolamento e delle sue conseguenze economiche?».
Per l’amministratore delegato di Coima «sarà necessario il coraggio di superare quell'approccio individualistico e conservativo che ha indebolito il nostro Paese: campanilismo, gioco delle parti, faziosità, ma anche burocrazia ispirata al “non fare” e al “non far fare” e un'idea di Stato come centro di potere invece che come alleato della società civile. Questa crisi ci dà un’opportunità unica: cambiare il nostro Paese in meglio. Penso al nostro territorio, sintesi unica al mondo di bellezza, cultura e storia. La digitalizzazione richiederà interventi infrastrutturali, i trasporti sono destinati a evolvere rapidamente in modo sostenibile e le infrastrutture logistiche destinate alla distribuzione dei beni dovranno essere potenziate. La residenza, scuole e ospedali richiederanno programmi di rinnovamento. Il turismo potrà evolvere per diventare un’infrastruttura competitiva a livello mondiale. Gli spazi pubblici torneranno a essere centrali nel disegno di città resilienti e gli edifici diventeranno più complessi per tecnologia, sicurezza e prestazioni funzionali. L’amministrazione pubblica dovrà ripensare integralmente l’occupazione attuale dei propri uffici, oltre a riconvertire prigioni, caserme, impianti produttivi, aumentando efficienza e produttività».
Catella sostiene che «le nostre città sono più piccole rispetto alle grandi città del mondo ma anche per questo sono più vivibili e sicure e, se ben collegate con alta velocità, mobilità integrata e aeroporti locali, possono diventare un modello di sviluppo del territorio, migliore rispetto a quello delle megacity che l’esperienza Covid sta mettendo in crisi. Un programma strategico di questa ambizione avrebbe da subito un impatto significativo sull’economia reale in termini di contributo alla crescita del PIL, con creazione di lavoro e innovazione. E per attuarlo, ove venga declinato un piano industriale nazionale con incentivi adeguati e processi efficienti, abbiamo già tutto quello chi occorre: il nostro territorio e le nostre città, i capitali degli investitori istituzionali, le banche. Lo Stato, con Cdp e altri veicoli, potrebbe co-investire, lasciando al settore privato qualificato la responsabilità e la competenza di sviluppare».
Ed è qui che il discorso arriva sulla Manifattura Tabacchi. Che per Catella «in questo contesto storico ed economico, può rappresentare un progetto virtuoso di rilievo nazionale offrendo alla città di Lucca e ai suoi cittadini e visitatori non solamente l’occasione di riqualificare e rifunzionalizzare un sito storico industriale abbandonato da tempo, ma anche di assumere un ruolo culturale nel dibattito europeo e nazionale in corso sulla rigenerazione urbana. Rispettosi delle istituzioni leggiamo il dibattito avviato nell’ambito del consiglio comunale preferendo mantenere il silenzio sino a quando non saremo invitati a partecipare nel rispetto delle procedure avviate, mettendo a disposizione dei cittadini e delle istituzioni lucchesi l’esperienza che abbiamo maturato ove gradita e nel rispetto di un impegno positivo e costruttivo che possa generare un progetto esemplare coerente con le riflessioni che mi sono permesso di condividere con questo breve contributo». —
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