Il Tirreno

Lucca

la buona notizia 

Sistemato il cancello dello sgambatoio nel parco di S.Anna

F.S.
Sistemato il cancello dello sgambatoio nel parco di S.Anna

Era pericolante da settimane ed era anche caduto  sulla spalla di una donna: «Ho fatto tre segnalazioni, avevo paura per i bambini»

2 MINUTI DI LETTURA





lucca

Un cancello pericolante all’ingresso dello sgambatorio per i cani nel parco di via De Gasperi a Sant’Anna. A farne le spese, circa una settimana fa, è stata una donna che, nel passarci accanto se l’è visto cadere addosso. Colpita a una spalla, per fortuna non ha avuto gravi conseguenze ma se quel cancello avesse colpito un bambino o magari un cane, le ripercussioni sarebbero potute essere peggiori. Ecco perché Tamara Giribon, che porta spesso il suo cane allo sgambatoio, ha inviato diverse segnalazioni al Comune affinché intervenisse per aggiustare il cancello pericolante. E forse anche per merito suo ieri mattina, il cancello è stato sistemato con dei nuovi perni. «Avevo inviato tre segnalazioni - spiega Giribon - il cancello era pericolante da due settimane. Bastava appoggiarci la mano e ti cascava addosso. Lo sgambatoio è molto frequentato e ci sono anche i bambini quindi ero preoccupata». Ma i problemi dello sgambatoio non riguardano solo le condizioni del cancello. «L’erba l’hanno tagliata dopo quattro segnalazioni - spiega la donna - ma c’è tanta sporcizia. I cestini ci sono ma sono sempre pieni e sarebbe necessario un ritiro più frequente dei rifiuti. Siamo un po’ delusi... Che ci vuole a tenere il parco un po’ più in ordine?». Altro problema, la presenza di un’unica panchina sempre all’interno dell’area sgambatoio. Anche questa fino a ieri non era proprio in buone condizioni tanto che per tenerla dritta era stato utilizzato un mattone. «Servirebbe anche un intervento - conclude la donna - nell’area in cui corrono i cani perché è piena di buche. Si rischia anche di inciampare». —

F.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino