Il Tirreno

Lucca

La manifestazione regionale 

Le autoscuole protestano: «Serve velocizzare gli esami per la patente»

Rossella Lucchesi
Le autoscuole protestano: «Serve velocizzare gli esami per la patente»

A Lucca autoscuole da più province toscane per un flash mob alla Motorizzazione: «Non siamo contro il governo, chiediamo solo di essere ascoltati» 

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LUCCA. «Rivogliamo gli esami. Non in tempi rapidi, ma immediatamente, perché quest’attesa è estenuante e non fa che creare danni alle nostre aziende e ai tanti cittadini in attesa della patente di abilitazione alla guida che da mesi sono al palo e meritano risposte certe». Lo hanno gridato a gran voce ieri mattina, in quasi duecento tra titolari e addetti ai lavori delle 36 autoscuole della provincia di Lucca aderenti alla Confarca, nel corso di un sit-in di protesta andato in scena davanti alla sede della Motorizzazione Civile di Lucca che ha visto la partecipazione, a sostegno, di diversi colleghi dalle province di Pisa, Livorno e Firenze. Una protesta composta, ma che si è fatta sentire molto bene attraverso il suono ininterrotto di clacson, trombette e fischietti utilizzati dai dimostranti che hanno esibito cartelli per manifestare il loro dissenso e chiedere al Ministero delle infrastrutture e trasporti la calendarizzazione degli esami di scuola guida e l’abbattimento di una burocrazia che, a loro dire, sta facendo incancrenire pile di pratiche accumulate durante il lockdown. Quella di ieri è la seconda manifestazione toscana, dopo quella dello scorso mercoledì a Firenze, seguita dal flashmob il giorno seguente a Lucca.

«Siamo fermi dall’11 marzo - ricordano Christian Filippi e Marco Abbondandolo, segretario nazionale autoscuole e vice segretario studi consulenza Confarca -. Senza aiuti economici e con briciole di cassa integrazione per i nostri dipendenti. Trattati come l’ultima ruota del carro. Adesso basta. È passato troppo tempo e la crisi si fa sempre più nera. Vogliamo ripartire subito con gli esami di idoneità teorica e pratica, al fine di formalizzare i corsi ripresi dal 20 maggio che però necessitano della parte più importante, ovvero l’esame di abilitazione. Che, aggiungono, per evitare assembramenti e la transumanza degli iscritti alla Motorizzazione Civile, ufficio di riferimento delle province di Lucca, Pisa, Livorno e Massa Carrara, avevamo proposto di eseguire nelle sedi delle autoscuole, alla presenza di un funzionario esaminatore, ma che il Ministero ha bocciato tassativamente, forse pensando a chissà quali possibili imbrogli e manovre…».

Soluzione che la confederazione aveva ipotizzato anche per snellire esami arretrati e revisioni patenti, considerando la capienza nelle aule dell’ente di via Luporini che in tempi di emergenza è ridotta a sole 13 unità. «Parliamoci chiaro - avverte il coordinatore regionale Confarca Toscana, Corrado Festelli -. Per sopravvivere, le nostre attività hanno bisogno di viaggiare ad alta velocità, mentre la ripartenza proposta dai dirigenti toscani è troppo lenta e rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza di un sistema finora efficiente che adesso necessita di essere sostenuto, non di cadere in balìa di frenate burocratiche che provocherebbero ulteriori danni a tutto il settore. Non cerchiamo scontri con la pubblica amministrazione. Chiediamo solo di essere ascoltati».

Nessun timore per le misure di sicurezza imposte dalle normative anticovid per i test teorici che dovrebbero ripartire il 15 giugno, è l’assicurazione del segretario regionale Confarca, Alessandro Iacopini, titolare di un’autoscuola di Viareggio «ma - precisa - , è impossibile mantenere il distanziamento sociale, con vincolo di 3 metri quadrati a occupante, durante le lezioni di guida che verranno eseguite con l’uso della mascherina, sia da parte dell’istruttore che dell’allievo e con l’automezzo sanificato dopo ogni uso». —
 

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