Il Tirreno

Lucca

verso la rinascita 

Rinnovato, il 4 giugno apre l’hotel e ristorante Corona

Emanuela Ambrog
Rinnovato, il 4 giugno apre l’hotel e ristorante Corona

Arrivano dall’Islanda e dagli Stati Uniti i nuovi gestori dello storico albergo Interesse di altri imprenditori stranieri per i tesori di Bagni di Lucca

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BAgni di lucca

Dall’Islanda e dagli Stati Uniti per investire a Bagni, a conferma della fama della cittadina termale che, a secoli dai giorni del suo fulgore, quando era una capitale europea della villeggiatura, della cultura e della trasgressione, suscita ancora grande attrazione. Sono infatti islandesi e americani i nuovi gestori dello storico hotel Corona, del 18° secolo, che oggi prende il nome di “La Corona” e che, nonostante la mazzata del Covid 19, apre camere e ristorante a partire dal 4 giugno.

L’islandese Palmi Sigmarsson conosce bene la zona, dato che abita a Coreglia dove già gestisce Villa Colletto. Gli statunitensi sono Mark e Julie Mugge. All’arrivo di Julie Mugge a Bagni di Lucca, al momento previsto per l’11 giugno, ci sarà l’inaugurazione vera e propria, ma dal 4 giugno ristorante e albergo saranno già aperti. L’apertura, prevista per il periodo di Pasqua, è slittata di due mesi, ma tutto sommato il rinvio ha dato modo di completare il restauro e l’organizzazione del complesso, destinato a diventare il fiore all’occhiello dell’accoglienza in paese, dove peraltro è in corso anche la ristrutturazione dell’Albergo Svizzero (in questo caso grazie a un investimento di imprenditori russi).

Nella cittadina della Val di Lima si respira insomma un’aria diversa dai tanti, troppi anni di declino, e fa ben sperare apprendere che il socio islandese della gestione della Corona è già in contatto con altri imprenditori che sembrano interessati a investire per il recupero di altri tesori di Bagni. Al momento non viene detto quali, ma lo sguardo posato sul complesso delle Terme, sul Bagno Bernabò e su Villa Fiori fa ipotizzare che proprio queste realtà storiche siano nel mirino dei potenziali investitori.

Intanto giovedì riapre l’albergo di Ponte a Serraglio con ristorante annesso. Ci sarà un open day a partire dalle 12 e chi vorrà potrà visitare la struttura: sedici camere e suite nell’edificio completamente ristrutturato. C’è una nuova gestione anche per il ristorante, che proporrà piatti particolari curati da due chef: Michael Gay, inglese con fama ed esperienza in vari Paesi del mondo, e Matteo Pieretti, originario di Diecimo, ma di casa a Lucca, dove ha lavorato al Caffè delle Mura e alla locanda L’Elisa. I due chef proporranno piatti particolari, mentre lo staff che gestisce l’albergo ha deciso di proporre pacchetti che puntano sulle attività e le escursioni all’aria aperta, con vari mezzi e soluzioni, ma anche sulla cultura e la storia dei luoghi, con uno specifico itinerario dedicato alle frequentazioni di Puccini.

Relax, sport e delle attività culturali, in collaborazione con le associazioni del luogo (rafting, canyoning, trekking, quad, equitazione, bike e scooter) e di Lucca, per visite anche al capoluogo. Da sottolineare la posizione non indifferente del complesso: l’ingresso, poco distante da Villa Fiori è sulla statale del Brennero, mentre il retro regala un panorama da cartolina.

Difficile distogliere lo sguardo da tanta bellezza: si potrà pranzare ammirando uno scenario da favola, nel giardino ristrutturato, dove è possibile mangiare. È sul fiume e di lì si vedono il casinò, più in alto lo stabile del Bernabò e la strada che porta alle terme. —

Emanuela Ambrog

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