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Con l’arrivo della tramontana addio ai funghi

E.A.
Con l’arrivo della tramontana addio ai funghi

Le condizioni meteo degli ultimi giorni facevano pregustare bei raccolti, ma poi si è scatenato il vento ed è tornato il freddo

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Bagni di Lucca

L’alternanza di pioggia e sole e le temperature registrate fino a qualche giorno fa avevano già solleticato la fantasia dei fungaioli: si stavano realizzando le condizioni ideali per partire alla loro ricerca. Ma tra la speranza e il cestino pieno ci si è messo il meteo degli ultimissimi giorni.

A metà maggio già c’era chi aveva trovato i primi porcini e anche qualche ovolo buono. Pochi invece erano stati i prugnoli. Ma con il caldo della terza settimana di maggio la speranza era di veder partire una bella nascita, come non si vedeva da tempo. Ma a fermare tutto è arrivato il brusco calo di temperature (che sopra i 1500 metri ha portato addirittura qualche fiocco di neve). Ma il danno maggiore, come sempre, lo ha fatto il vento.

Il risultato ora è che, con rare eccezioni, “grazie alla tramontana”, non ci sono funghi nei boschi di Bagni e dintorni. «È una disdetta, tutti sanno che il fungo più buono nasce fra maggio e giugno– spiega Manuel Tognazzini, appassionato fungaiolo di San Cassiano di Controne, che a metà maggio aveva già trovato qualche boleto – ora però funghi non ce ne sono. L’improvviso calo della temperatura insieme al vento di tramontana ha rovinato tutto, occorre un’aria calda e umida per favorire la nascita. A San Pellegrino in Alpe invece è addirittura nevicato».

Tognazzini, presidente della società dei Beni già Comunali di San Cassiano di Controni, aveva fatto qualche bell’incontro nei giorni scorsi in zona Montefegatesi. Episodi però destinati, almeno per il momento, a restare isolati: «Quest’anno non ci sono stati neppure i prugnoli. Temo che di funghi si riparlerà alla fine di luglio, forse anche dopo».

Contrariati anche i ristoratori e verdurai di tutta la Val di Lima, che contavano anche sulla nascita dei porcini per far tornare gente nei locali e cominciare a recuperare un po’ dopo lo stop imposto dalla quarantena.

Tramontana a parte, a preoccupare i cercatori e gli agricoltori è anche il diffondersi del cinipide che attacca i castagni, in molte zone davvero malridotti. È stato notato che dove la fioritura e la fruttificazione vengono devastate dal parassita si hanno evidenti conseguenze anche sulla nascita del fungo. La drastica riduzione del fogliame toglie infatti nutrimento al terreno che resta anche più esposto ai raggi del sole e quindi assai meno umido. —

E.A.

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