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Pretende 50 euro per riconsegnare il cellulare ritrovato
ALTOPASCIO
Si era dimenticato il suo Samsung Galaxy S8 in un bar del Capannorese e non l’aveva più ritrovato. E ha tirato, almeno per un attimo, un sospiro di sollievo quanto sull’utenza della moglie è giunta una chiamata e dall’altra parte l’interlocutore diceva di aver trovato il cellulare. Ma è stata una questione di secondi. Perché il soggetto in questione per riconsegnare lo smartphone pretendeva 50 euro. Un’estorsione in piena regola. Ma il trentasettenne di Capannori, dipendente di un’azienda e proprietario del telefonino, non era affatto disposto a sottostare al ricatto.
Così, senza pensarci due volte, è andato alla caserma dei carabinieri di Capannori per presentare una denuncia circostanziata raccontando l’episodio.
E come accaduto centinaia di volte i militari hanno teso una trappola al giovane estortore.
Si tratta di Shaquir Sharka, 28 anni, operaio, nato in Albania e residente ad Altopascio. I carabinieri hanno segnato la banconota da 50 euro e hanno chiesto al proprietario del telefonino di chiamare il soggetto autore del reato - che aveva trovato sulla rubrica all’interno dello smartphone il numero di cellulare della moglie del derubato - e fissare un appuntamento per la restituzione del bene in cambio della somma pattuita.
Così ieri mattina, vicino alla ditta in cui lavora la vittima dell’«estorsione da due soldi», ha incontrato il giovane albanese.
Ma al momento dello scambio sono saltati fuori i militari, appostati nelle vicinanze, che hanno sorpreso Sharka con la banconota da 50 euro da poco ricevuta. L’operaio non era consapevole dell’illiceità del suo comportamento. É stato arrestato per estorsione e adesso si trova ai domiciliari nella sua casa di Altopascio in attesa dell’udienza di convalida di fronte al giudice delle indagini preliminari. —
LUCA TRONCHETTI
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