Il Tirreno

Lucca

i precedenti 

Tante volte indagato ma sempre prosciolto

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA

«Verrò condannato soltanto quando le mie orecchie metteranno le unghie. Tra sentenze e archiviazioni, sono giunto al record di 60 assoluzioni». Parole dell’ex sindaco di Vagli Mario Puglia, rilasciate lo scorso dicembre al termine del procedimento che lo vedeva imputato per sottrazione di denaro sottoposto a sequestro. Stavolta il 69enne esponente di spicco del centrodestra, preferisce non commentare la maxi indagine della procura sul “Sistema Vagli”. Quella tra Puglia è la magistratura italiana è una storia che affonda le radici nei decenni passati e che finora ha visto Puglia uscirne pulito. Le accuse? Dai reati in materia ambientale a quelli in materia edilizia, dal getto pericoloso di cose all'abuso d'ufficio, dal falso in atto pubblico alla tentata concussione sino alla turbativa d'asta, fino a quella di percepire indebitamente una pensione di invalidità. Una collezione di denunce e indagini d'iniziativa della procura da far tremare i polsi. Ma non all’ex sindaco di Vagli, che in passato ci aveva persino riso sù: «Avrò ucciso l’uomo ragno», disse nel giugno 2017 per commentare l’ennesima inchiesta. Qualche giorno dopo, a mo’ di sfottò, inscenò perfino un finto arresto ad opera di Spider Man e a favor di telecamere. Personaggio vulcanico, sempre in occasione dell’ultima assoluzione aveva vaticinato un suo ritorno nei tribunali. «Dopo questa sentenza – disse – sono certo che sarò ancora condotto nelle aule di Giustizia. Credo che nessuna persona in Italia sia stata attenzionata come me». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera