Il Tirreno

Lucca

verso la normalità 

Riaperture tra speranza e preoccupazione nei negozi e nei locali di Bagni di Lucca

Emanuela Ambrogi
Riaperture tra speranza e preoccupazione nei negozi e nei locali di Bagni di Lucca

Viaggio nel commercio  alle prese con la ripartenza della Fase Due: i timori  sono molti, ma si cerca  di pensare postivo

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bagni di Lucca

Si alzano le saracinesche in una situazione che si presenta comunque complessa per negozi e locali.

Paola Avolanti, da venti anni proprietaria del negozio “egHò” abbiglimento a Fornoli è preoccupata: «Felice di riaprire, ma piena di pensieri. La stagione primaverile è saltata, bisogna andare avanti giorno per giorno sperando di non tornare indietro. Avevo chiuso prima del decreto, era assurdo rimanere aperti. La situazione è complessa per i negozi come il mio: si lavora con campionari ordinati un anno prima e i contratti firmati devono essere rispettati. Questi due mesi di inattività porteranno conseguenze davvero ingenti». Nel negozio però sono subito tornate alcune clienti a salutare: «Ho respirato voglia di tornare alla normalità, di riprendere la vita di prima. In questo momento però in tante famiglie ci sono meno soldi da spendere. Intanto mi sono riorganizzata per rispettare le norme sull’igiene. I capi esposti dopo essere stati provati o toccati vengono igienizzati con un disinfettante apposito e le clienti possono entrare una alla volta, con guanti e mascherina. Nella clientela e nelle persone in generale credo ci siano due correnti di pensiero: alcuni sono decisi a non spendere nella stagione che sta per iniziare, ma c’è anche chi vuol assaporare una rinascita. Voglio pensare positivo, nonostante tutto».

Anche Letizia Gregori del negozio di abbigliamento Ester alla Villa esprime felicità mista a preoccupazione: «L’apertura vissuta con la paura mi ha reso nervosa, e c’è incertezza. Vogliamo vedere se tutto può assomigliare almeno in parte a quello che abbiamo dovuto abbandonare per oltre due mesi. Sono passate tante persone per sostenerci. Bagni può ripartire, ci crediamo».

Minori difficoltà sembrano esserci per gli esercizi pubblici. Sono soddisfatti ad esempio i proprietari del bar Roma alla Villa, Renato Tomei eil figlio Federico: «C’è voglia di normalità, la gente desidera incontrarsi e socializzare. Mi pare di vedere meno terrore, col passare dei giorni la paura si sta stemperando. Il comportamento dei clienti è stato corretto, abbiamo servito tanti giovani e anche tanti lavoratori che sono passati a inizio giornata. Le dimensioni del locale consentono due persone al banco e due sedute ai tavolini, per i congiunti il discorso si amplia. Sì, siamo contenti». —

Emanuela Ambrogi

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