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«Noi l’avevamo detto, ora il sindaco di dimetta»
Vagli
«Noi l’avevamo detto, ora il sindaco si dimetta». È la sintesi della nota con cui il gruppo di minoranza Per Vagli e Roggio commenta gli avvenimenti di ieri. «Il nostro gruppo ha più volte chiesto sui principali atti di spesa della giunta, la documentazione agli uffici comunali non ricevendo ne risposta ne i tantomeno i documenti - dice il capogruppo Edoardo Fazzani - questi fatti ci avevano portato a chiedere lumi anche alla prefettura. Purtroppo la nostra azione politica è stata contrastata non solo violando la normativa in materia di accesso ma addirittura con una richiesta di conciliazione assistita se non di minaccia di querele da parte della giunta che hanno chiarito se mai ce ne fosse stato bisogno che la maggioranza gestiva il potere in modo arrogante e teso a limitare i diritti della minoranza. Oggi, i nostri peggiori timori si sono realizzati e si è scoperto un vaso di Pandora ricco di violazioni della legge (truffa, falso ideologico, abuso d’ufficio, corruzione, turbativa d’asta) cioè quanto di peggio si possa immaginare per un pubblico amministratore. Se le notizie di cui siamo venuti a conoscenza dovessero risultare confermate dal giudizio penale, ci troveremo dinanzi ad una gestione illegale della cosa pubblica».
«È fatto notorio – prosegue il gruppo – che l’ex sindaco attuale vice sindaco continuasse a comportarsi come il vero sindaco accumulando sulla sua persona competenze e facoltà, specie dell’ufficio tecnico, che ne facevano il vero Dominus del Comune. Le indagini, si legge sgomenti, riguardano anche altri soggetti della giunta e dipendenti del Comune oltre a tutti i principali attori della filiera del marmo. Questo sistema illegale ha prodotto vistose distorsioni del processo politico e democratico. Chiediamo che in un sussulto di dignità il sindaco Giovanni Lodovici rassegni immediatamente le dimissioni aprendo così la strada al commissariamento». —
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