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Lucca

In centro si rivede la vecchia movida Atto vandalico al locale di Taddeucci

Gianni Parrini ; Altri servizi alle pagine 2-3
In centro si rivede la vecchia movida Atto vandalico al locale di Taddeucci

Locali e piazze si riempiono di gente, le forze dell’ordine fanno i controlli ma nessuna sanzione. La condanna del sindaco

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LUCCA

Si voleva la ripartenza, e ripartenza è stata. Fin troppo, secondo alcuni, con tutti gli annessi e connessi del caso.

Il primo weekend della cosiddetta “fase 2” ha visto il centro di Lucca popolarsi di visitatori come ormai da tempo non accadeva. Soprattutto venerdì sera e sabato – ieri in verità la città era semivuota, visto che in molti hanno preferito il litorale – le folle hanno ripreso a popolare la passeggiata della Mura, così come vie, piazze e locali del centro storico. Famiglie con bambini, sportivi ma anche giovani che hanno approfittato della bella giornata per rivedere gli amici all’aria aperta.

Tutto normale, o quasi: a ricordarci che siamo ancora in lotta contro il Covid c’erano giusto le mascherine, indossate da tutti, salvo rare eccezioni. Sul far della sera è scoccata l’ora del popolo degli aperitivi: flotte di giovani, in code più o meno ordinata, si sono riversate nei locali. Le forze dell’ordine hanno monitorato la situazione, per richiamare coloro che non indossavano i dispositivi di protezione o creavano assembramenti non rispettando il metro di distanza. Ma multe non ne sono state comminate: «Abbiamo fatto attività di prevenzione – spiega Maurizio Prina, comandante dei vigili urbani di Lucca – Aveva due pattuglie in servizio fino all’una di notte: hanno fatto dei controlli nei locali facendo osservare ai titolari ciò che non andava o richiamando direttamente le persone coinvolte. Ma non c’è stata la necessità di comminare sanzioni».

Un paio di episodi spiacevoli, però, ci sono stati: dopo mezzanotte, quando i locali erano già chiusi ma molti gruppetti di giovani hanno continuato a riempire piazza San Michele, qualche minus habens ha spaccato uno dei tavolini in marmo del Taddeucci, lo storico esercizio del buccellato. Non solo: «Arrivando al lavoro il mattino dopo ci siamo trovati davanti un “troiaio” - racconta Giulio Taddeucci -. Purtroppo le domeniche mattina siamo abituati a trovare confusione davanti al nostro locale, ma come stamani mai: bicchieri abbandonati, sigarette spente sui tavoli, uno dei quali con il piano di marmo spezzato. Farò denuncia ma so già che sarà difficile rintracciare i responsabili». Di certo con l’esposto alle forze dell’ordine si potranno controllare le immagini delle telecamere, che dovrebbero aver ripreso la scena.

Duro è stato il commento del sindaco Alessandro Tambellini: «Nonostante le conquiste della civiltà gli imbecilli restano una costante – ha scritto su Facebook postando le foto del tavolo del Taddeucci e di alcuni sacchi di immondizia attaccati alla porta di Torre Guinigi – Queste sono le belle “sorprese” trovate stamani davanti alla Pasticceria Taddeucci e ieri alla torre Guinigi. Il disprezzo delle regole e del lavoro degli altri è inaccettabile soprattutto quando tante persone sono impegnate a rendere possibile il ritorno a una vita normale».

Normalità, appunto. Da un giorno all’altro la città è tornata a riempirsi come in epoca pre-Covid e questo ha fatto storcere la bocca a molti residenti del centro che non hanno mancato di documentare presunti assembramenti scattando foto in alcuni casi poco gradite dagli avventori dei locali e dagli stessi titolari. «Il Covid ha creato una nuova professione: quella del “geometra spione” - spiega Giovanni Martini, del Barino di Giò, uno dei sette locali del centro che ha deciso di chiudere alle 24 anziché alle 2 e di dotarsi di steward per far osservare la distanza di sicurezza – Un paio di persone col cellulare in mano le ho apostrofate anch’io: la fotografia appiattisce e fa sembrare che siano tutti vicini. E poi coglie solo un attimo e ci sta che per un momento il metro di distanza venga meno. Per il resto abbiamo avuto tanta gente e tutti si sono comportati bene. Una cosa l’abbiamo capita: c’è voglia di uscire e tornare a vivere. Mi dispiace solo per quel che è capitato a Taddeucci, sono episodi che non dovrebbero capitare». —

Altri servizi alle pagine 2-3

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