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Lucca

Un milione per scuole e nidi Non si pagherà il mese di febbraio

Un milione per scuole e nidi Non si pagherà il mese di febbraio

La “manovra” del Comune viene incontro anche ai fornitori Sostegno alle attività dei privati, autorizzati e accreditati

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lucca

Un aiuto alle scuole e alle famiglie da circa un milione di euro. È la “mavora” del Comune, presentata dall’assessora alle politiche formative Ilaria Vietina che spiega come si tratti «di circa il 12% del bilancio del suo settore. Sostegno al sistema educazione-istruzione, sostegno alle famiglie, riorganizzazione delle attività educative e scolastiche innovative, con una serie di interventi anche per quanto riguarda gli spazi, gli strumenti e il personale a disposizione: questi sono i tre filoni che abbiamo deciso di seguire. Da oltre due mesi le scuole e i servizi per la prima infanzia sono chiusi: bambine, bambini, ragazze e ragazzi stanno pagando un prezzo altissimo, i cui danni sono incalcolabili e inestimabili.

«Ecco perché è fondamentale che progressivamente si possa tornare a scuola, al nido, al centro estivo. Ci siamo subito mossi per organizzare i centri estivi, da giugno a settembre, ma siamo sempre al lavoro per quanto riguarda la riattivazione dei servizi educativi prima infanzia, 0-3 anni: dobbiamo dare certezze e farci trovare pronti».

fornitori e paritarie

Come prima cosa, l’amministrazione comunale ha deciso di garantire la sopravvivenza del sistema educazione-istruzione, attraverso il riconoscimento parziale di spese fisse e incomprimibili ai fornitori del Comune in relazione alle condizioni previste dai contratti (le condizioni sono ancora al centro di una interlocuzione con ciascun soggetto e pertanto la cifra non è ancora quantificabile), il sostegno ai nidi accreditati del sistema integrato prima infanzia 0-6 con contributi a fondo perduto (48mila euro); il sostegno ai nidi autorizzati per 36 mila euro; il sostegno alle infanzie paritarie con contributi a fondo perduto (50mila euro), per un totale di 134.000. È un passaggio importante, visto che i nidi privati coprono il 30% dell’offerta e per l’infanzia del 45%

famiglie

Per quanto riguarda le famiglie, oltre a non chiedere i contributi per i mesi di sospensione delle attività educative e scolastiche (per le rette del nido, per il trasporto e il servizio di ristorazione scolastica), è stato deciso di abbonare un mese gratuito, quello di febbraio: i genitori, quindi, pur avendo usufruito del servizio, non dovranno pagare la retta del nido e non dovranno contribuire al trasporto scolastico per il mese di febbraio, per un totale di circa 100mila euro. C’è poi il capitolo attività estive, per le quali l’amministrazione comunale intende investire, di risorse proprie, circa 150mila euro: un notevole investimento che giungerà a quadruplicare le risorse utilizzate nel precedente anno. Un ulteriore aumento è definito dalle risorse regionali (per Lucca 43mila euro) e dalle risorse previste dal Dipartimento delle politiche per le famiglie.

scuole

Altri 225mila euro, invece, vengono stanziati per il rafforzamento dei servizi prima infanzia: investimento per adeguare gli spazi, con coperture e arredi per l’esterno (circa 100mila euro) e 125mila investimento per adeguamento dei servizi, con più personale necessario per poter svolgere attività a piccoli gruppi. 210mila euro vengono stanziati per sostenere interventi infrastrutturali per le scuole all’aperto e 100mila per sostenere l’innovazione scolastica per l’anno scolastico 2020/2021. Le risorse liberate dal Comune di Lucca integrano in maniera significativa le risorse stanziate per gli istituti scolastici dal decreto Rilancio.

«La nostra idea è quella di potenziare il gruppo di lavoro dell’amministrazione per le attività estive e per l’adeguamento degli spazi esterni - conclude l’assessora Vietina -: gli spazi andranno ripensati, bisognerà sfruttare sempre più gli ambienti esterni per realizzare l’outdoor education e prevedere maggior personale, attraverso anche convezioni con il mondo del terzo settore, per garantire la formazione di piccoli gruppi. Proprio per questo motivo ci opporremo con tutte le nostre forze al taglio dei docenti e Ata previsti nella nostra provincia: il Ministero deve derogare ai parametri numerici previsti per la formazione delle classi prime, che impongono un numero minimo di iscritti fissato in 15 unità. Questo significa che le scuole dove non si riesce a formare prime di 15 bambini vengono accorpate ad altri istituti, con la conseguenza, negativa e gravissima, che si vadano a formare classi con tanti, troppi bambini. Un impoverimento educativo e didattico inaccettabile, tanto più quest’anno, con le attività scolastiche sospese da marzo e l’esigenza di garantire distanze e classi spaziose per contenere la diffusione del contagio da Covid-19». —

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