Il presidio
I primi duecento anni dell’Orto Botanico in un percorso espositivo
Riaperto ufficialmente da ieri, sarà il cardine delle iniziative culturali 2020 a Lucca Il sindaco: «Mi auguro che sarà anche un luogo di studio per le nostre scuole»
Barbara Antoni / lucca
Duecento anni fa esatti, il 23 maggio 1820, Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, accordava alla scuola botanica del Liceo Reale di Lucca (l’università di Lucca rifondata nel 1819) la concessione della Piaggia Romana, antico prato acquitrinoso tra le Mura e il convento di San Micheletto, sulla quale realizzare un Orto Botanico a scopo scientifico. Il 13 giugno successivo, la concessione fu formalizzata da un atto notarile. E l’Orto Botanico potè essere progettato. I lavori durarono tre anni: vi furono messe a dimora piante trasferite dal giardino di Villa Reale a Marlia, dall’Orto Botanico di Pisa e circa 500 fatte arrivare da un vivaio in Savoia.
Inizia così la storia di quella che è oggi a tutti gli effetti una delle maggiori istituzioni culturali di Lucca, ma anche un luogo di grande valore scientifico, in cui si trovano 5.000 piante, erbari, collezioni, serre, la banca del germoplasma con piante anche della cultura alimentare lucchese, una biblioteca, un laghetto, la sede dell’associazione ADiPa che si occupa di conservazione e diffusione di piante rare.
E con la giornata di ieri e l’inaugurazione di un percorso espositivo sulla nascita e la storia dell’Orto lucchese, prendono il via a tutti gli effetti le iniziative per il bicentenario.
«Il nostro sforzo - ha spiegato il sindaco Alessandro Tambellini -è stato rivolto a recuperare la parte scientifica dell’Orto. Che, nei nostri auspici, mi auguro sia non solo il luogo di una bella passeggiata, ma anche un riferimento di studio per le scuole».
Da ieri, come la Torre Guinigi e la Torre delle Ore, anche l’Orto Botanico ha ufficialmente riaperto alle visite: in questa fase di emergenza sanitaria saranno a ingresso gratuito (su prenotazione, per evitare assembramenti, telefonando allo 0583 950596 o via email a info@ortobotanicodilucca.it; massimo cinquanta visitatori divisi in due turni che potranno rimanere fino a tre ore) fino a quando non verrà messa a punto la piattaforma online per Orto, torri, ma anche a disposizione del Teatro del Giglio e di Casa Puccini: con l’entrata in funzione della piattaforma, il biglietto per l’Orto costerà 3 euro (comprensivo di visita guidata); 5 euro invece il biglietto cumulativo per visitare anche le due torri.
L’Orto Botanico diventa così il perno della ripresa dell’attività culturale di Lucca, dopo che l’emergenza coronavirus ha spazzato via il calendario ViviLucca con gli eventi di tutto il 2020 e ha determinato anche il rinvio di un grande evento come il Lucca Summer Festival.
«Ripartiamo da qui», ha sottolineato l’assessore alla cultura Stefano Ragghianti con il dirigente del dipartimento comunale della cultura dottor Giovanni Marchi. La pandemia ha prodotto uno spostamento anche delle politiche culturali del Comune, che dagli eventi sono tornate a concentrarsi sulle istituzioni culturali tradizionali affinché siano il punto di partenza del rilancio culturale, rivolto a tutta la popolazione lucchese, e turistico.
Nella realizzazione del percorso espositivo, fatto di pannelli che riportano la storia dell’Orto e ripropongono i documenti storici che ne sono i pilastri, si è impegnata a fondo la nuova curatrice dell’Orto Alessandra Sani. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
