Italia
La pasticceria Cerri riapre dopo due mesi per una fase 2 più dolce
Il titolare: «Non è facile ripartire, c’è ancora incertezza ma i più affezionati si sono presentati da subito»
CAPANNORI
Una partenza in salita ma con tanta determinazione e voglia di mettersi alle spalle giorni angoscianti: questo il clima alla pasticceria Cerri, in attività dal 1985, che martedì ha riaperto le porte a Lunata sulla via Pesciatina e nell’altra sede (inaugurata in estate) in via Cenami, a Lucca.
«Non è facile ripartire ma dobbiamo ricominciare dopo oltre due mesi di chiusura – dice Daniele Mennucci, titolare con il fratello Claudio della pasticceria – c’è un po’ d’apprensione ma penso che anche i clienti, superato l’ iniziale timore avranno voglia di tornare alla normalità». Le regole da seguire, contenute nelle linee guida per gli esercenti, sono tante: «Sono misure necessarie per lavorare in sicurezza, abbiamo distanziato i tavoli all’interno come prescritto dalla normativa, e abbiamo anche qualche posto fuori all’aperto che possiamo modulare secondo le esigenze della clientela. Bisognerà aspettare qualche giorno per capire la reazione e il flusso dei clienti, che un po’ sarà rallentato in questa fase di incertezza, ma i più affezionati si sono presentati subito alla riapertura. Abbiamo dovuto rivedere la disposizione dei tavolini, oltre alla distanza di sicurezza dal bancone e tutte le misure igieniche, dall’uso della mascherina al gel per mani e guanti. Per quanto riguarda il personale faremo dei turni in questa fase di ripartenza, in attesa di potere riavere i nostri clienti abituali».
Martedì ha riaperto anche un’altra storica pasticceria della Piana, Pracchia, a Capannori centro, con orario continuato e la domenica dalle 7 alle 13: «Ritorniamo quasi alla normalità nel rispetto delle precauzioni e delle norme igieniche», dicono le titolari Simona e Samanta. —
N. N.
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