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Polizia 

Commerciante sventa il furto in via Fillungo sorprende a rubare il suo storico commesso

Gianni Parrini
Commerciante sventa il furto in via Fillungo sorprende a rubare il suo storico commesso

Il ladro è un lucchese da 17 anni dipendente di Federico Lanza. «Mi derubava da un lustro, stanotte l’ho colto sul fatto»

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LUCCA

Delusione per la fiducia mal riposta; rabbia per il tradimento; sconforto per il danno economico. Che non è poca cosa: oltre 50mila euro.

Sono sensazioni diverse ma tutte poco piacevoli quelle che agitano l’animo di Federico Lanza, noto commerciante di Lucca e titolare di diversi negozi in via Fillungo. La scorsa notte l’imprenditore si è messo i panni dell’investigatore con un obiettivo preciso: scoprire chi ruba le scarpe nel suo negozio Lab, nella via dello shopping lucchese. Lo fa già da qualche tempo: a notte fonda si piazza nelle vicinanze del punto vendita, aspettando che l’autore dei furti si faccia avanti. Giovedì la sua ricerca è andata a buon fine, anche se la risposta che ha avuto era quella che meno avrebbe desiderato. Sul posto, infatti, arriva la macchina di un suo storico commesso, un 47enne lucchese che da ben 17 anni lavorava nei punti vendita di Lanza. In auto con lui c’è la moglie: il commesso scende e con le chiavi di cui ha fatto una copia apre il negozio, mentre la donna lo attende in auto. Lanza sospettava da tempo che quegli ammanchi – in cassa e nella merce – fossero opera di qualcuno che lavorava all’interno. E aveva un’idea ben precisa su chi potesse essere il responsabile. Ma fino all’ultimo ha sperato di sbagliarsi. «È stato difficile da accettare e da gestire, ancora più faticoso da sopportare – racconta – Era un collaboratore fidato, un amico, un riferimento personale. La delusione, la rabbia, la stanchezza di questi mesi già fortemente duri per la pandemia, ma finalmente ieri è finita». Vedendo quel che sta capitando Lanza prende il telefono e chiama il 113: «Voglio ringraziare gli agenti per la tempestività del loro intervento – dice – Ero sempre al telefono con la centrale quando due volanti sono arrivate al negozio e hanno fermato il commesso. Cosa ho detto? Gli ho solo chiesto perché, ma lì per lì ha fatto finta di non capire. Era una persona di cui mi fidavo ma da tempo avevo notato che le cose non tornavano: ammanchi di denaro in cassa e quantitativi di scarpe che improvvisamente sparivano. Aveva accesso al gestionale e all’inventario e cercava di camuffare quelle mancanze, ma alla fine la cosa è venuta alla luce».

Davanti agli agenti della questura l’uomo ha ceduto, confessando che stava per portare via diverse paia di scarpe e che molte altre ne aveva a casa. Gli agenti lo accompagnano all’abitazione dove l’uomo tira fuori altre 28 paia di scarpe. «Le vendo su Internet», dice ormai privo di ogni remora. Consegna anche copia delle chiavi che aveva fatto di nascosto per entrare nei negozi di Lanza. I furti andavano avanti da cinque anni e con la merce presa nei negozi di Lanza il commesso aveva messo su una sorta di emporio digitale. Secondo una prima stima avrebbe rubato merce per 50.000 mila euro. «È un calcolo in difetto – dice Lanza – Portava via scarpe da uomo e da donna, che hanno prezzi di vendita attorno ai 300 euro. Aveva preso anche qualcosa nel negozio da bambino, ma erano numeri grandi che poi rivendeva a donne adulte. È stato un duro colpo dal punto di vista economico e umano. 17 anni non sono pochi, anche se non era il decano: ci sono un paio di commesse che hanno una maggiore anzianità di servizio. Sa, qui da noi il personale resta a lungo. Un grazie particolare anche al personale della questura che ha raccolto la denuncia». Il commesso ora dovrà rispondere di furto continuato, mentre la posizione della moglie è ancora al vaglio degli inquirenti. —

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