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Bollicine, ipotesi chiusura «Alto il rischio di sanzioni»

Barbara antoni
Bollicine, ipotesi chiusura «Alto il rischio di sanzioni»

Per Bozzella, il proprietario, la ripartenza sarebbe ostacolata anche dal calo  dei turisti, con i grandi eventi saltato o incerti. Quattro posti di lavoro in bilico

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Forse riaprirà. O più probabilmente no: per Dario Bozzella, titolare di “Bollicine d’autore” in via Calderia, al momento le condizioni non ci sono, per un locale come il suo, di riaprire con la minima speranza di poter andare avanti senza farsi del male.

«Come tanti grandi imprenditori anche io per ora sono fermo. Sicuramente fino a metà giugno, finché non si riesce a capire una linea guida chiara su come muoverci. Ad oggi è solo interpretazione. Non possiamo spendere per riaprire ed essere sanzionati», spiega infatti.

Bozzella si muove da tempo nel mondo dei locali: prima del lucchese Bollicine, ha avuto altri locali di cui gli ultimi due in Versilia.

Oggi però, più che mai, mette davanti a tutto la necessità «di capire bene la procedura esatta: posso valutare di riaprire solo in base a regole certe. Aprire così,oggi, alle condizioni che ci sono, sarebbe come andare in guerra senza mitragliatrice. Non ci possiamo permettere il lusso di sbagliare. Partire è difficile, oggi. Stanno facendo multe. Si apre per prendere quattromila euro di verbale: meglio di no».

Anche per Bozzella, la criticità più forte sta nella gestione dei clienti relativamente alle distanze. «Non possiamo reprimere il cliente. Se lo facciamo - sottolinea - poi non sarà più motivato a venire». Meglio non riaprire quindi “Bollicine d’autore”, anche se a malincuore.

«Ho avuto molti locali - racconta l’imprenditore, che vive a Lucca -. Gli ultimi due, prima di Bollicine, sono stati due champagnerie a Forte dei Marmi e a Pietrasanta. Poi decisi di vendere lì per aprire a Lucca. E devo dire che quella di “Bollicine” è stata una grande operazione, sempre in crescita. Ma adesso, dopo due mesi di chiusura e viste le restrizioni, a conti fatti non ce la sentiamo di riaprire». Se non riaprirà, quattro posti di lavoro, tutti con contratto a tempo indeterminato, come riporta l’imprenditore - tanti erano i suoi dipendenti nel locale in via Calderia - andranno in fumo. «Nessuno dei miei dipendenti ha avuto un centesimo di cassa integrazione. Se non arriva dovrò anticiparla», dice.

La paura di incorrere in multe da una parte, la certezza che il turismo subirà un drastico calo dall’altra: sono questi i due motivi che impediscono a Bozzella di contare sul futuro. «Nella mia riflessione se riaprire oppure no - aggiunge - hanno un grosso peso i grandi eventi di Lucca. E con il Lucca Summer Festival che quest’anno è saltato, con la grande incognita che ad oggi pesa sui Comics, come si fa a riaprire? La mia clientela è per il sessanta per cento lucchese, ma per il quaranta si basa sul turismo. E oggi tutti, a partire dai lucchesi, hanno paura anche di spendere, e li capisco bene: non si può oltretutto spendere con la paura, se uno spende deve godersi qualcosa. E poi - conclude - per quanto mi riguarda, sono un imprenditore: lavoro per guadagnare, non per rimettere». —

Barbara antoni

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