Il Tirreno

Lucca

la polemica del castagno 

Allarme cinipide Verso un comitato per gli interventi

Emanuela Ambrogi
Allarme cinipide Verso un comitato per gli interventi

Proteste a Bagni: «Nel 2017 l’ultimo lancio dell’antagonista se si continua a non far niente in 10 anni castagneti spariti»

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bagni di lucca

Malumori in Val di Lima, per l’abbandono della lotta al cinipide, il terribile insetto che sta flagellando i castagni. L’ultimo lancio dell’antagonista torymus che si ricordi risale al 2017 e da allora la situazione, che pareva in via di miglioramento, è tornata drammatica. Al punto che si sta formando un comitato per chiedere attenzione al problema e, soprattutto, interventi.

Lo stato d’animo è reso bene dall’intervento di Manuel Tognazzini di San Cassiano di Controne, presidente della società dei beni già comunali di San Cassiano «Nel 2014 abbiamo investito 50mila euro per la tutela dei castagni monumentali della Valle dello Scesta, per fare interventi di potatura e di fitosanitaria, secondo un progetto finanziato dalla Comunità Europea seguito dal dottore forestale Federico Di Cara. Gli ultimi lanci dell’antagonista torymus sono stati fatti dall’allora assessore Giuseppe Zago nel 2017. Dopo più niente».

Come Tognazzini, sono in parecchi a contestare la posizione degli esperti che indicano nella corretta cura colturale il vero rimedio contro il cinipide, a loro giudizio non vincibile con il lancio del torymus, ritenuto comunque insufficiente. Sulle barricate c’è già chi è pronto a salire, come l’agricoltore Enrico Andreucci, che è anche titolare dell’agriturismo Prato Fiorito: «Nel primo anno di insediamento della nuova giunta, nel 2017 andai io a prendere il torymus a tempo debito al centro di Camporgiano. Poi il buio. Credo che per provare a far qualche cosa, a farci sentire veramente dobbiamo unirci noi cittadini sensibili al tema».

Un esperto conoscitore del territorio come Giorgio Piercecchi, ha raccolto i rami in fiore dei castagni, pieni di galle prodotte dal cinipide: «In una decina di anni, se si continua a non fare niente, i nostri castagneti saranno spariti».

E l’ex sindaco Massimo Betti tuona anche contro norme e burocrazia: «Ci sono regole folli per i coltivatori e gli allevatori. Come fossero tutte industrie con centinaia di addetti. I piccoli, che vivono e mantengono le nostre realtà, sono abbandonati. Salvaguardia ambientale, territorio e i suoi bisogni, sono un’altra cosa». —

Emanuela Ambrogi

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