Il presidio
Test sierologici, Confindustria chiede tempi più rapidi
La confederazione denuncia un iter troppo lungo per i lavoratori positivi per accedere al tampone: «In un limbo fino a 10 giorni»
lucca
«I test sierologici sono facoltativi, ma nel caso in cui vengano eseguiti devono ovviamente sottostare a regole rigorose. Se un lavoratore viene sottoposto a test e questo ha esito positivo, il tampone è indispensabile per stabilire con certezza la condizione della persona rispetto al contagio. Un passaggio ineliminabile anche perché l’affidabilità dei test sierologici rapidi – quelli comunemente effettuati in Toscana – è bassa e sono possibili risposte non corrispondenti né in un senso né nell’altro». Ma quello che Confindustria Toscana nord denuncia è la situazione che i lavoratori in attesa di tampone sono costretti ad affrontare, restando di fatto in un limbo.
«Percorrendo l’iter con le relative tempistiche – spiega Confindustria – il primo passaggio per il lavoratore che riceve risposta positiva al test sierologico è di chiamare il numero verde della Regione Toscana, che dovrebbe programmare il tampone entro 24 ore. In realtà i tempi sono ben diversi: il tampone viene talvolta fissato a distanza di 3-4 giorni, che diventano anche di più in quanto il numero verde non è attivo il sabato e la domenica, il che aggiunge due giorni a chi riceva l’esito del test sierologico il sabato. Considerato che occorrono poi altri 4-5 giorni per ricevere l’esito del tampone, si può concludere che il tempo che intercorre fra la comunicazione al lavoratore della positività del test sierologico e l’esito del tampone va dai 5 giorni (nei casi più favorevoli) ai 9-10 giorni di quelli più sfavorevoli, che incorrano nello stop del servizio nel fine settimana».
«Durante tutti questi giorni il lavoratore è in un limbo che crea disagio e danno a lui stesso e all’azienda – conclude Confindustria – allo stato attuale la posizione formale del lavoratore che risulti positivo ai test sierologici e in attesa di tampone non è di malattia, che è attestata solo dall’esito positivo del tampone. I positivi al test sierologico non devono rimanere a contatto con i colleghi per evidenti motivi, ma i medici non possono emettere certificati di malattia. Da qui complicati escamotage che vanno dalla fruizione delle ferie a congedi o altre forme del tutto improprie. Alla Regione, dunque, chiediamo di abbreviare i tempi per uscire da questa situazione». –
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