Il presidio
Assalto ai negozi per le bici col bonus «Ma c’è ancora poca chiarezza»
Secondo i rivenditori c’è molto interessa da parte di chi sta in centro e nei quartieri della prima periferia
Rossella Lucchesi / lucca
Molto interesse, ma ancora troppa confusione dietro il bonus Biciclette introdotto dal Governo, con lo scopo di limitare il traffico dei veicoli privati, ricorrendo a mezzi alternativi non inquinanti. ÈÈ ciò che emerge da un sondaggio fatto ieri tra alcuni rivenditori del centro storico di Lucca, i quali all’unanimità ritengono la proposta molto appetitosa, ma ancora poco chiara. Il cosiddetto Bonus mobilità consente, nelle città con una popolazione residente di oltre 50mila persone, di acquistare biciclette “classiche” o a pedalata assistita, monopattini elettrici e altri mezzi alternativi usufruendo di uno sconto fino del 60% del prezzo di listino, fino a un massimo di 500 euro. Si sa che lo stesso bonus, per il quale sono stati stanziati 125 milioni, è valido dal 4 maggio al 31 dicembre di quest’anno, ma che, una volta superata la somma predisposta, potrebbe anche esaurirsi, lasciando molti clienti al palo. Rivenditori e potenziali acquirenti attendono quindi di saperne di più, per non compromettere l’esito di eventuali compravendite. Sembra che per ottenere il contributo - che può essere richiesto soltanto da un maggiorenne e per un solo mezzo - bisogna essere in possesso della fattura rilasciata dal rivenditore, da presentare sul sito del Ministero. Al rivenditore si pagherà per intero la bicicletta. Il rimborso avverrà successivamente.
«Parecchie persone ci hanno contattato per sapere come poter accedere al bonus, facendoci intendere di essere interessati all’acquisto, ma non si fidano delle promesse governative e aspettano di conoscere bene tutti i dettagli» dice Walter Bizzarri, titolare dell’omonimo negozio in piazza Santa Maria che ha comunque già contattato alcune aziende produttrici per allargare il proprio parco biciclette. «Purtroppo, aggiunge, fino a luglio alcune non potranno rifornirci, perché dopo due mesi di chiusura dovuta al lockdown, hanno esaurito le scorte».
Il bonus sollecita anche l’appetito dei clienti del negozio di Pierluigi Poli, sempre in piazza Santa Maria, fondato nel 1934 dal padre Antonio. Il viavai di persone che nei pochi minuti in cui siamo sul posto per intervistare il titolare, arrivano per chiedere informazioni circa il percorso per accedere alle agevolazioni, ne è la conferma. «Lo stimolo all’acquisto di una bicicletta nuova c’è, soprattutto dopo questo periodo di prigionia forzata. Al momento, però, non siamo in grado di fornire le necessarie informazioni, perché il regolamento non parla ancora chiaro. Le richieste di prenotazioni comunque arrivano al ritmo di oltre una decina al giorno. Il che ci fa ben sperare per la stagione, dato che almeno per quest’anno dobbiamo dimenticare i turisti». Per principio, Poli non tratta mezzi elettrici - le biciclette, dice, sono quelle che necessitano di qualcuno che pedali, altrimenti sono qualcos’altro - e Lucca è più adatta a bici tradizionali che consiglio anche per tenersi in forma.
Attendono lumi anche Andrea Casanova e Cesare Buena di Pro Classic Cycle in via Battisti, così come il collega Emmanuel Inhaynes del negozio in piazza San Francesco che continuano a ricevere richieste, alle quali non riescono a dare risposte certe. «Arriva gente in continuazione - spiegano - soprattutto residenti del centro storico e della periferia, per informarsi sul procedimento per ottenere il bonus. Però non possiamo rispondere con chiarezza e rimandiamo le prenotazioni alle case produttrici che comunque ci hanno assicurato tempi brevi, massimo una settimana, per le consegne». Anche Kumar Vijay di Cicli Rai in via San Nicolao non sa come rispondere alle tante domande dei clienti: «Chiedono e promettono di tornare quando sapranno come muoversi con la burocrazia» afferma il titolare che spera di fare buoni affari in attesa che tornino i turisti. —
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