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La pandemia blocca il Summer Salta l’edizione del 2020
L’annuncio ufficiale di D’Alessandro in videoconferenza Lucca perde un indotto di milioni. «Torneremo più forti»
lucca
La voce è strozzata, rotta dalla commozione:«È una delle giornate più brutte della mia vita - premette Mimmo D’Alessandro, direttore artistico del Lucca Summer Festival, in videoconferenza -. Ci fermiamo per la prima volta in ventidue anni. E dire che per me quella del 2020 sarebbe stata un’edizione speciale, per la presenza di un artista che ho rincorso per venti anni».
L’artista è Paul Mc Cartney, la popstar che con l’emergenza coronavirus ha depennato il tour europeo e la cui esibizione a Lucca, a questo punto, anche in futuro rimane in forse. Ma solo questa. Per la parte restante, «spero che il cartellone sarà riconfermato e arricchito - sottolinea D’Alessandro -. Quella del 2021 sarà un’edizione molto più forte. Cerchiamo di confermare tutti gli artisti che erano previsti per questa edizione, solo Mc Cartney ha cancellato il tour europeo. Degli altri artisti, nessuno lo ha fatto e ci sono già alcune riconferme. Il Lucca Summer Festival non finirà: diventerà più forte e più bello grazie a Lucca e a coloro che ci sostengono. Non dobbiamo dimenticare che a Lucca hanno suonato i Rolling Stones, è la città più piccola in cui la più grande rockband del mondo si sia mai esibita. Il Summer ha segnato un record».
Il Lucca Summer Festival che “salta” un’annata intera significa la perdita di un indotto da milioni e milioni di euro. Significa affari che vanno in fumo per bar, ristoranti, alberghi, negozi e tutti gli esercizi che ogni anno, con il festival, hanno potuto venire in contatto con il suo pubblico, spesso anche straniero. «Il Lucca Summer Festival - conferma il sindaco Alessandro Tambellini - ha portato grandi benefici per molte imprese ma anche all’immagine della città, accresciuta in importanza in particolare grazie ai grandi eventi. A maggior ragione è opportuno preparare fin da subito il futuro del festival». Ma la battuta d’arresto del Summer, precisa ancora una volta D’Alessandro, «non è dovuta a una cattiva gestione. Siamo di fronte a una pandemia, che è al di sopra di tutti».
Un rinvio imprescindibile anche per l’assessore alla cultura Stefano Ragghianti. «Quando la valanga è arrivata - sottolinea Ragghianti - sembrava che luglio fosse lontano. Ma a questo punto non abbiamo alternativa che guardare avanti. Non è solo uno spostamento di calendario: si tratta a questo punto di cambiare politiche pubbliche in tanti ambiti, dalla sanità alla cultura. Ma noi abbiamo fiducia nel futuro: Lucca deve disegnare nuovi scenari, abbiamo già basi solide da cui partire.Non dimentichiamo come negli ultimi anni la crescita del turismo sia stata forte: dobbiamo ripartire da qui».
Per la D’Alessandro e Galli, come per la quasi totalità delle aziende, con l’emergenza pandemia si apre una fase difficile anche dal punto di vista della tenuta in attesa di tempi migliori. «Stiamo facendo salti mortali per tenere la struttura in piedi - non nasconde il direttore artistico del Lucca Summer Festival -. Abbiamo trenta dipendenti, tutti quanti in cassa integrazione, che abbiamo anticipato noi. Nel 2020 facciamo zero fatturato e anche noi abbiamo bisogno di un piccolo aiuto e della vicinanza delle istituzioni. Sono amareggiato dalla risposta ricevuta».
La risposta è quella ricevuta dalla Regione che, spiega D’Alessandro, «ha stanziato 750mila euro di fondi in periodo di emergenza per il settore della musica. Ma noi siamo stati esclusi, perché, è stata la giustificazione, non facciamo musica colta. Un discorso incomprensibile: la musica è una. A Lucca abbiamo preso tanto e dato tanto, e promosso eccellenze della musica». —
barbara antoni
(altro servizio a pag. 16
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