Il Tirreno

Lucca

Per sviluppare materiali antivirali e antibatterici 

Convenzione tra Cnr e Kme Italy per studiare le potenzialità del rame

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Barga

Cercare di sfruttare le capacità antibatteriche e antivirale del rame, un tema importante nei giorni della pandemia. Va in questo senso la convenzione sottoscritta mercoledì tra l’istituto di Biofisica del Cnr e Kme Italy Spa. Si tratta di un patto per attività di collaborazione scientifica per lo sviluppo di materiali, componenti e parti che utilizzano il rame e sue leghe appunto in funzione antibatterica e antivirale.

Questo accordo tra il Cnr, il maggiore ente di ricerca in Italia, e la Kme Italy Spa, leader internazionale nella produzione di rame e relative leghe, intende generare innovazione di prodotto sfruttando le proprietà antipatogene del rame e delle sue leghe (in particolare l’ottone, ma non solo) e le più moderne tecnologie produttive, quali le nanotecnologie. La pandemia che stiamo vivendo ha messo in evidenza come in tantissimi ambienti lavorativi quali ospedali, supermercati, trasporti pubblici e di socializzazione in generale, la persistenza di agenti patogeni, quali batteri e virus, può avere effetti devastanti in termini di vite umane e di aggravio delle strutture sanitarie. Già ben prima della scoppio dell’attuale pandemia, gli ospedali e le strutture sanitarie, nella sola Italia, generavano ogni anno circa 49mila decessi per infezioni contratte proprio in queste strutture.

«L’accordo ha una valenza che va oltre il semplice accordo scientifico – si sottolinea sulla nota di Kme – Da una parte abbiamo un ente, il Cnr, che è il principale generatore di innovazione in Italia, dall’altra la Kme una multinazionale manifatturiera leader internazionale dei prodotti del rame e suoi derivati. Ma il settore manifatturiero è anche il principale settore economico moltiplicatore di innovazione e tecnologie. Per resistere sui mercati internazionali l’innovazione gioca sempre più un ruolo centrale e le aziende devono affidarsi ai ricercatori impegnati nella ricerca di frontiera. Grazie a un innovativo approccio sviluppato all’istituto di Biofisica del Cnr che costruisce innovazione adattandosi alle esigenze industriali, con questo accordo lo scambio tra il Cnr e la Kme permetterà, guardando alle sfide della competizione internazionale, di generare e produrre innovazione coinvolgendo anche altri fondamentali settori produttivi toscani, direttamente o indirettamente legati alla produzione. Kme, società moderna e aperta alla continua innovazione, coglie l’occasione per ribadire la sua strategia e l’approccio all’indispensabile cooperazione tra industria ed enti di ricerca scientifica all’avanguardia». —

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