Il presidio
Agli Orti «siamo pronti» I coperti sono scesi a metà
lucca
Il termoscanner è sulla consolle all’ingresso, il totem per il gel igienizzante è già piazzato; ci sono piccole confezioni di gel “griffato” con il nome del ristorante. I tavoli sono già distanziati. «Siamo pronti - dice il titolare de Gli Orti di via Elisa, Samuele Cosentino -. Fin dall’inizio abbiamo sperato che le linee guida fossero queste. Queste linee sono accettabili. Il “libera tutti” non sarebbe stato adeguato né accettabile in questa fase, in primo luogo per la tutela della salute di tutti». Il ristoratore si dice soddisfatto delle ultime regole previste per la riapertura dei pubblici esercizi, «per le quali è stato determinante lottare con la nostra associazione di categoria».
«Mi dispiace però - aggiunge - che siamo a sabato sera alle 18 (ieri alle 18, al momento dell’intervista, ndr) e ancora non sappiamo con precisione cosa la Regione vuole farci fare lunedì (domani, 18 maggio, ndr). Forse non si tiene in considerazione che riaprire al pubblico significa convocare il personale. C’è chi ha famiglia, figli piccoli e deve trovare una tata, e tante altre necessità. Bisogna dare alle persone la possibilità di organizzarsi la vita e con così poco tempo... Non lo trovo giusto. Abbiamo già completato la sanificazione». Agli Orti i coperti erano 130 prima della pandemia. Con il distanziamento dei tavoli a due metri inizialmente previsto, sarebbero scesi a 30. Adesso, con la distanza di un metro, a circa 65. «Per questa fase non è male - commenta il ristoratore -, non credo che avrò problemi di troppe richieste. Spero che i ristoranti più piccoli possano risolvere il problema dello spazio con il suolo pubblico o con i divisori, altrimenti non possono farcela. Noi continueremo anche con il delivery e il take away e crediamo che con questa stagione prenderà il via la “ristorazione diffusa”: andremo anche a cucinare e organizzare degustazioni a casa delle persone che ce lo chiederanno». —
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