Il presidio
Pubblici esercizi contro Rossi «Troppe incertezze sulla ripresa»
Martini: «C’è bisogno di prendere decisioni coraggiose e di dare fiducia agli imprenditori»
lucca
Troppe incertezze sulle riaperture dei pubblici esercizi, troppi tentennamenti. Confcommercio Lucca si dichiara insofferente nei confronti della linea del governatore della Toscana Enrico Rossi. «Dopo l’accordo raggiunto fra Governo e Regioni -spiega l’associazione -sembrava che la questione dei tempi fosse stata risolta. E invece il governatore Rossi ha fatto passare diversi giorni senza fornire alcuna certezza sulla riapertura anticipata o meno di bar, ristoranti, pasticcerie e pubblici esercizi. Altrettanto importanti poi le decisioni sulle prescrizioni: chiediamo a Rossi -è l’appello che giunge da Confcommercio Lucca- che adotti soluzioni meno rigide rispetto al protocollo Inail, come hanno già fatto altre regioni confinanti con la Toscana, concorrenti dal punto di vista turistico. Il risultato ad oggi è che i nostri imprenditori, già provati da mesi durissimi dal punto di vista economico e psicologico , non sanno cosa fare. Chiedono risposte certe che nessuno ad oggi ha saputo dargli. E questo ci fa molto arrabbiare».
La regione confinante a cui Confcommercio allude è l’Emilia Romagna. Lo spiega con chiarezza Giovanni Martini, presidente dellacommissione Città di Lucca di confcommercio. «L’Emilia Romagna è un nostro importante concorrente per il turismo. Se la Toscana continua a rallentare mentre le regioni confinanti vanno avantisarà sempre più difficile recuperare. Invece abbiamo bisogno di una bellamossa di rilancio e di aria fresca: sarebbe davvero molto positivo per tutta l’economia».
Secondo Martini, una solida base della ripartenza è fatta di coraggio, regole più fluide, fiducia verso gli imprenditori.
«Bisogna che la Regione affronti l’emergenza coronavirus, in questa fase due, con una maggiore dose di coraggio. Perché più le regole sono rigide, più si rischia che qualcuno voglia trasgredire. Le regole servono, indubbiamente, ma non devono essere così impositive». Oltretutto, aggiunge, imporre regole rigide, trasmette un senso di sfiducia. «Al contrario - sottolinea - persone e imprese vanno responsabilizzate, va riposta fiducia in loro. Se si sentiranno partecipi del processo di ripartenza le cose andranno sicuramente meglio».
Ed adesso, aggiunge Martini, «è il momento di avere coraggio ma senza essere scellerati. Secondo il governatore Rossi dobbiamo contrattaccare il virus: i lucchesi hanno dimostrato di averlo capito, con i comportamenti che hanno usato in questi mesi. Per questo meritano fiducia, hanno dimostrato di meritarla».
Tutte queste argomentazioni sono riconducibili a un’unica parola: ripartenza, quella che i commercianti - in a maggior ragione i pubblici esercizi per i quali deve essere ancora stabilita la data di riapertura “normale” - invocano. «Ovviamente con tutte le precauzioni del caso -sottolinea e conclude Martini -. Vorremmo evitare di vederci portare via i turisti da regioni con vedute e impostazioni più coraggiose e aperte». —
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