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Stop a Cascio in festa Ma la solidarietà non si ferma e va avanti

N.B.

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Si ferma il calcio, si ferma lo sport dilettantistico, ma non la voglia di solidarietà. A causa dell'emergenza Covid, infatti, dopo dieci edizioni, quest'anno non si svolgerà il consueto happening di "Cascio in festa", una giornata sui prati e le piazze del borgo fortificato all'insegna dello sport e della solidarietà. Domenica, quindi, non ci saranno, come sempre, centinaia di ragazzi festosi assieme alle loro famiglie, e nemmeno i pranzi di altissima qualità preparati dalle donne del paese. Tuttavia, il tema della solidarietà resta un marchio indelebile, visto che dal primo anno di vita, la manifestazione è stata l'occasione per fare beneficenza all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, in nome del povero Nico Giannotti, lo sfortunato ragazzo gallicanese morto a soli undici anni. I volontari dell'Asr Cascio, organizzatori dell'evento che raduna decine di società sportive della Valle, non si sono tirati indietro, e hanno fatto una cospicua donazione al nosocomio fiorentino, mostrando una generosità apprezzata da tutti,in primis dai dirigenti sanitari del Meyer, che hanno ricevuto la somma di denaro per scopi di ricerca: «Siamo noi - esordisce il presidente Alessandro Bertolini - a dover ringraziare loro per tutto quello che fanno». Cascio vuol dire crisciolette, festa delle castagne, concerti, cene a scopo benefico. Tutto un processo interrotto forzatamente, e tante incognite per l'imminente estate: «Nel futuro non so cosa ci aspetterà - conclude il presidente - ma penso che dovremmo ripartire con i nostri eventi quando ci sarà la giusta spensieratezza e la voglia di divertirsi». —

N.B.

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