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Il centro di Barga perde un punto fermo Chiude il Bar Onesti
Termina dopo 12 anni l’esperienza dei fratelli Andreuccetti Nei giorni passati aveva cessato anche l’alimentari del “Rigo”
BARGA
Il Giardino, il salotto buono del capoluogo, continua a perdere pezzi di storia. Dopo la chiusura della bottega di alimentari del “Rigo” da oggi anche il Bar Onesti chiude i battenti. Un duro colpo per i clienti affezionati e per i tanti studenti del polo superiore barghigiano che vi si ritrovavano. Domani Matteo e Simone Andreuccetti, che dal 2008 gestivano il bar assieme al padre Ferdinando (infermiere in pensione e noto allenatore di calcio dilettantistico) consegneranno le chiavi al proprietario, ponendo fine a una lunga esperienza imprenditoriale ricca di soddisfazioni. Una scelta annunciata da qualche settimana, ma pur sempre sofferta, acuita poi dalla crisi economica legata al coronavirus.
Le spese di gestione cominciavano ad essere insostenibili, e non è bastato, negli anni passati, dividere l’attività, lasciando la tabaccheria a un altro gestore. La decisione drammatica priverà il centro di Barga di un punto di riferimento importante, a livello commerciale e soprattutto sociale. La simpatia e l’affabilità della famiglia Andreuccetti era conosciuta in tutta la zona e il Bar Onesti era diventato negli anni il “covo” del calciomercato locale. Qui, sulla pista Onesti o negli spazi esterni, si decidevano passaggi di cartellini, rimborsi spese, esoneri.
Nonostante l’allentamento del lockdown da settimane l’attività era ferma, con le porte coperte da pannelli bianchi in plexiglas. Ma nessun cartello ufficiale, nessun segno di come sarebbe evoluta la situazione. Certo, la famiglia Andreuccetti, gente abituata a rimboccarsi le maniche, continuerà a investire sul territorio: Matteo, il più piccolo dei due fratelli, ha rilevato il ristoro “La sosta dei Diavoli” sul Ponte di Catagnana, e gestirà l’attività appena ci saranno le condizioni sociosanitarie giuste. Simone, apprezzato cameraman e reporter anche per tv nazionali, sarà a dare man forte, e anche papà Ferdinando (conosciuto come “Il Barbarossa” ) si godrà la pensione senza tirarsi indietro se ci sarà bisogno.
Il bar Onesti, è stato uno dei più importanti ritrovi nella storia del dopoguerra barghigiano. Il suo nome è legato al fondatore dell’attività, Giovanni Onesti che dopo essere emigrato in Russia e negli Stati Uniti acquistò il grande fabbricato dove si trova il bar. Vi aprì poi un moderno caffè quando ancora la vita amministrativa e commerciale barghigiana era racchiusa nelle mura del centro storico. —
nicola bellanova
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