Il Tirreno

Lucca

IL CASO 

Due ipotesi (più una) sulla morte del magnate russo Dmitry Bosov

Luca Cinotti
Due ipotesi (più una) sulla morte del magnate russo Dmitry Bosov

Il proprietario dell’ex ospedale di Carignano è stato trovato senza vita il 6 maggio: l’ipotesi suicidio non convince i figli

3 MINUTI DI LETTURA





Luca Cinotti / lucca

Due ipotesi (più una) sulla morte di Dmitry Bosov, il magnate russo particolarmente attivo nel settore minerario e proprietario dell’ex ospedale di Carignano, trovato morto il 6 maggio nella palestra della sua villa di Mosca con un foro di proiettile in testa e una pistola Glock abbandonata nella mano.

Da una parte ci sono le indagini ufficiali. La polizia russa aveva subito sposato l’idea del suicidio. Bosov aveva smesso di rispondere ai messaggi della sua seconda moglie Katerina, che si era insospettita e insieme a una guardia del corpo era andata alla villa di Usovo per rendersi conto di cosa era successo. La donna aveva trovato il corpo del marito nella palestra, chiusa a chiave. Secondo quando riportato dai media russi – il comportamento di Bosov negli ultimi tempi sarebbe cambiato: «Passava dall’euforia alla depressione», hanno raccontato fonti vicine alla famiglia. Bosov, inoltre, era molto preoccupato per le conseguenze della pandemia da coronavirus. Anzi, era letteralmente terrorizzato. Al punto che si era rinchiuso in casa da due mesi e – come ricordato dalla rivista Forbes – parlava con gli interlocutori soltanto al telefono, finendo ogni conversazione con la frase “resta a casa o morirai”. Negli ultimi giorni, poi, avrebbe telefonato alla società che gestiva il personale di servizio per sincerarsi dello stato di salute dei dipendenti.

Se lo stato emotivo di Bosov era senz’altro provato, va anche detto che un eventuale suicidio non sembra poter essere motivato da problemi finanziari, visto che pochi mesi fa l’uomo di affari aveva acquistato una casa da sogno da oltre trenta milioni di dollari a Las Vegas. Che si aggiungeva alle due di Forte dei Marmi, a partire da quella che era stata della famiglia Caprotti di Esselunga. Piuttosto, negli ultimi mesi aveva espulso dalla società il suo partner, con il quale era finita a carte bollate, e stava accentrando in maniera evidente le proprie decisioni. Non una situazione che facesse pensare al suicidio, in ogni caso. Così come non va in questa direzione il fatto che non sia stato trovato alcun biglietto.

Per questo gli investigatori russi stanno seguendo un’altra pista: quella dell’incidente. Secondo quanto raccolto dalla polizia, infatti, Bosov sarebbe stato solito maneggiare le armi senza particolari precauzioni. E proprio da una pistola come quella trovata accanto al suo corpo in passato sarebbe partito accidentalmente un colpo che non avrebbe fortunatamente ferito nessuno.

Due ipotesi – suicidio e incidente – che non convincono due dei figli di Bosov, Anton e Artyom. Che, tramite i propri legali, hanno chiesto che gli investigatori prendano in considerazione anche la possibilità di un omicidio, come riporta il giornale Moskovsky Komsomolets. A supporto di questa tesi, ricordano l’ossessione quasi maniacale per la sicurezza che aveva caratterizzato gli ultimi mesi di vita del padre.

Nel frattempo, domenica scorsa si sono tenuti i funerali di Bosov e stanno iniziando le pratiche (e le battaglie) sull’eredità del magnate, al quale Forbes attribuisce un patrimonio di 1,1 miliardi di dollari. All’interno di questa grande ricchezza c’è anche l’ex ospedale di Carignano, comprato dall’Asl per 4,5 milioni nel 2011 e destinato a diventare una dimora di gran lusso. I lavori, però, sono fermi da tempo. E la tragica morte di Bosov sembra allontanare ulteriormente la loro ripresa. –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera