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Il Compitese perde con Enzo Di Vecchio un po’ della sua storia
Insegnante e anima culturale della comunità si è spento all’età di 91 anni: il ricordo dell’amico Riccardo Fratini
CapannorI
La comunità del Compitese ha perso una parte importante di se. In questi giorni in cui l’attenzione era rivolta all’emergenza sanitaria, è passata sotto silenzio la scomparsa, a 91 anni per morte naturale, del professor Enzo Di Vecchio. Una dipartita silenziosa, così come in silenzio aveva fatto tanto per lo sviluppo sociale e culturale del Compitese, evidenziando l’importanza del fare sul dire. A ricordarne la figura è l’ex consigliere comunale Riccardo Fratini. Di Vecchio, nato a Pieve di Compito, frequentò il liceo classico di Lucca dove creò un sodalizio piuttosto irrequieto con il dottor Cucchi e l’avvocato Nencini, suoi compagni di scuola. Disertò le manifestazioni dei giovani avanguardisti finché non lo vennero a prelevare con la forza. Poi la guerra, che gli impedì di terminare il liceo e il congedo per un problema alla vista.
Lasciato l’esercito prese il diploma di scuola magistrale e cominciò ad insegnare in Garfagnana fino ad approdare nel 1964 nella scuola di Sant’Andrea di Compito. Qui divenne un punto di riferimento per i giovani per le tante attività sportive che praticava col suo grande amico Rodolfo Giovannetti (scherma, pugilato, judo).
Fratini ricorda la sua passione per la letteratura e il cinema, le sue abilità nella pittura e nel modellismo, e le maschere grottesche che servivano per le zingaresche, conservate al Centro culturale. Inoltre aveva una grande ironia che gli permise di disegnare vignette umoristiche sui personaggi che incontrava e che lo colpivano.
Riprese anche a studiare e, laureatosi in lettere, iniziò a insegnare nella scuola media Buonaggiunta di Lucca e poi a San Leonardo in Treponzio, dove rimase fino al suo pensionamento.
Si occupò sempre dei problemi dei paesi e divenne anche consigliere comunale a Capannori per il Partito Socialista. Nel 1969 fu uno dei fondatori della Biblioteca Popolare che diventò punto di riferimento per i sessantottini lucchesi. Da lì partì l’avventura per la costruzione del Centro Culturale del Compitese. Enzo si prodigò sia prestando la sua opera manuale per la costruzione della sede e delle strutture sportive, sia dando vita a una compagnia teatrale con i paesani, assieme a Domenico Giovannetti.
Dopo un’esperienza per la diffusione dei Maggi, coordinata dal professor Venturelli, si specializzò nelle Zingaresche che venivano rappresentate in vari paesi della Toscana (lui stesso ne produsse una ). E poi le lezioni gratuite ai giovani del paese che avevano problemi scolastici
Enzo, ricorda Fratino, è stato un uomo di grande cultura ed equilibrio, molto modesto e schivo. La moglie Anna e la sorella Bruna con amore e dedizione gli son state vicine sempre consentendogli di superare gli ultimi anni di malattia e infortuni con serenità e dignità, e di mantenere fino in fondo la sua lucidità. La scomparsa di Enzo ha lasciato nel paese un vuoto che sarà molto difficile colmare. —
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