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Dallo zero del virus al cento della diga Un 2021 da boom ma intanto è dura
Per il presidente degli albergatori della Garfagnana prima “dell’evento lago” ci attende un’estate drammatica
CASTELNUOVO
Dall’estate del Covid all’estate del possibile svuotamento del lago di Vagli. Da zero a cento. Questo è lo scenario che si prospetta per il settore turismo in Garfagnana. Dal pericoloso “zero” dell’estate 2020, segnata naturalmente dall’emergenza sanitaria, al possibile “cento” per il boom turistico che porterebbe il riemergere dalle acque del paese di Fabbriche di Careggine.
«Sarebbe una notizia importante – dice Tiziano Davini, presidente degli albergatori Garfagnana per Confcommercio e membro del cda del Consorzio Garfagnana Produce, titolare dell’hotel ristorante Belvedere al Passo dei Carpinelli – ma adesso dobbiamo vivere del presente e sarà una stagione turistica drammatica. Non tutti ce la faranno a riaprire». Il virus tiene banco, dunque, più che lo svuotamento del lago. Notizia quest’ultima che però ha già fatto il giro d’Italia: «Sarà importante la comunicazione, è un evento atteso non solo in Italia e dovremo farci trovare pronti – ripete Davini – nel ’94 c’erano tante strutture improvvisate, oggi le situazioni sono più delineate, con prospettive di numeri ancora più importanti. Dobbiamo gettare le basi perché il turista venga a visitare il paese sommerso e la Garfagnana, ma soprattutto perché decida di tornare. Come Confcommercio e come Consorzio, chiediamo all’Unione che investa nel turismo soprattutto con un programma dedicato alla comunicazione sui social, a oggi assente».
Ma le rosee aspettative per l’estate del paese sommerso si scontrano con il nero di questo 2020: «Turismo straniero azzerato, prenotazioni cancellate – argomenta il presidente – resiste ancora il mercato inglese. Loro hanno affrontato il virus in una certa maniera e i tour operator ci dicono che sono pronti a venire già da luglio. Ma per il resto, tante cancellazioni e poche speranze per i mesi estivi». Caparre da restituire, voucher per il 2021, e non tutte le strutture sono pronte a fronteggiare questa emergenza: «L’albergo Belvedere è della mia famiglia dal 1969 e quindi abbiamo storia ed esperienza alle spalle – dice Davini – offriamo sconti a chi paga subito in cambio di voucher per il 2021 in caso di mancato soggiorno. Ma c’è chi gestisce in affitto e ha altre spese. Ognuno ha le sue problematiche. Come sindacato ci siamo mossi per cercare di azzerare i tributi locali e anche i costi di Siae e canone speciale Rai. Ma serve un aiuto dallo Stato. I comuni hanno fatto la loro parte, ma non basta».
E poi c’è il tema della sicurezza: «Non deve essere un business per chi vende certi prodotti – chiude Davini – la vogliamo tutti, ma deve farci lavorare ed essere attuabile. La Garfagnana potrebbe trovare un vantaggio se così vogliamo chiamarlo. Da noi e in generale nelle località montane sarà più facile temere la “distanza sociale”. Sentieri, parchi, laghi. Non ci manca nulla». —
Luca Dini
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